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Data: 14/05/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Centro turistico: il salvataggio. Fondamentale garantire l'apertura della stagione sciistica

Per una volta, maggioranza e opposizione sembrano essere d'accordo: è necessario tenere in vita il "moribondo" Centro turistico del Gran Sasso. È fondamentale garantire l'apertura della stagione sciistica anche il prossimo anno al fine di consentire la concretizzazione di un progetto di ampio respiro annunciato ieri in commissione Garanzia e Controllo dal sindaco Massimo Cialente: la nascita di un comprensorio unico sciistico che avrà la denominazione di ski pass unico dei parchi. Sarà costituito un consorzio per lo sviluppo e la promozione turistica del comprensorio aquilano per aggregare tutti gli operatori intorno ad un brand. I protagonisti nella prima fase saranno le stazioni di Gran Sasso, Campo Felice, Ovindoli e il Progetto Stiffe. «Il governo e in particolare il sottosegretario Gianni Letta - ha spiegato il sindaco Cialente - ha mostrato entusiasmo per l'iniziativa. A breve sarà siglato un protocollo di intesa fra tutti gli attori». Una operazione, insomma, che godendo della "benedizione" del Governo e del sindaco di Roma Gianni Alemanno potrà ricevere non solo i fondi Fas, ma anche ulteriori risorse statali. «Con la realizzazione dello ski dome - ha aggiunto Cialente - potremo far diventare l'Aquila capitale dell'Appennino con la più grande stazione sciistica del centro Sud con 125 km di piste». E allora il Centro Turistico dovrà resistere anche perché a breve, con la scelta di un advisor sarà avviata la procedura di project financing in seguito all'offerta giunta dall'Ati formata dalle società: Cmb, Ccc, Alliata, Doppelmayr. L'Ati gestirà la stazione, funivia compresa, prenderà in carico i 7 milioni di debito del centro turistico avendo in cambio la possibilità di realizzare, oltre al piano d'area, anche la "Cittadella della Montagna" a Fonte Cerreto. Prioritario secondo il sindaco realizzare l'impianto di Monte Cristo per abbassare la quota dei campi da sci sottraendoli all'incognita del meteo. Lì dovrà essere realizzato anche un impianto di innevamento artificiale. Il tutto per un investimento di circa 20 milioni di euro. Secondo il presidente del Ctgs, Vittorio Miconi, l'anno prossimo potrà essere garantita tecnicamente la riapertura sempre con una gestione oculata. La funivia potrà tornare a funzionare prima di Natale, mentre l'impianto delle Fontari potrà essere riparato in tre mesi per una spesa di quasi 100 mila euro. Unico ostacolo alla operazione "sopravvivenza" potrebbe essere l'impazienza dei creditori finora rimasti in attesa con fiducia. Impazienza dimostrata invece nei confronti dell'Asm dalla Carispaq, che, come riferito dal sindaco, ha messo in mora la società. Alla luce di ciò il consigliere Angelo Mancini ha espresso preoccupazione per la redazione del bilancio di previsione di Comune e Spa nei quali non potranno figurare entrate certe.
Altro nodo da sciogliere di cui si è parlato in terza commissione è l'inadeguatezza del modulo emanato per la richiesta di conferma del contributo di autonoma sistemazione. «Dopo una ampia discussione - ha riferito il consigliere Enrico Perilli (Rc) - lo stesso assessore Giustino Masciocco ha ammesso che non sono contemplate nello stampato tutte le casistiche, non escludendo la possibilità che il modulo possa essere modificato». Infine una notizia di servizio: causa demolizione degli edifici di via Germania 1, 3, 5, tutti coloro che, prima del 6 Aprile 2009, avevano la residenza all'indirizzo su indicato, dovrebbero provvedere, il più presto possibile, a sgomberare gli appartamenti dagli effetti personali. Sul sito internet del Comune dell'Aquila, infine, nella sezione riservata agli esiti di agibilità, sono stati pubblicati alcuni edifici dell'ex zona rossa di Porta Napoli, in particolare di via Diaz, via Corridoni e via Pasquale Colagrande, di recente sottratte parzialmente all'area interdetta.

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