La risposta di Dei Rocini «Progetto sbagliato La complanare serve anche a evitare gli allagamenti»
MONTESILVANO. Ha girato per le case di via Sila, via Salentina e via Marche con una petizione in mano. Il consigliere provinciale di Rialzati Abruzzo Lino Ruggero ha raccolto 61 firme di residenti «contrari al prolungamento in direzione viale Abruzzo della bretella» accanto al percorso della filovia sulla strada parco: «Ho verificato di persona», spiega Ruggero, «che le richieste di prolungamento della bretella non trovano il parere favorevole dei residenti. Parlo», assicura, «della quasi totalità degli abitanti di via Sila, via Marche e via Salentina».
Ma la raccolta di firme promossa da Ruggero ha un obiettivo dichiarato: attaccare Claudio Dei Rocini, uno dei promotori della richiesta, a Comune e Gtm, di prolungare la strada.
I lavori per la realizzazione della complanare sono fermi sotto casa di Ruggero: la strada di accesso per i residenti parte da via Marinelli, attraversa l'incrocio con via Puglia e si ferma trenta metri dopo, davanti al cancello nero della casa del consigliere come testimonia il muro di delimitazione già costruito. «Ho detto», racconta Ruggero, «che sono disposto a cedere gratuitamente parte del mio terreno per realizzare il prolungamento ma i cittadini, in totale libertà e in modo legittimo, non sono intenzionati a farlo. Da quando rivesto il ruolo di consigliere», sottolinea, «il mio impegno è stato diretto a soddisfare le esigenze della collettività e non a fini personali».
Dei Rocini risponde a Ruggero affermando che «la politica non c'entra» con i lavori in corso: «Da via Marinelli a via Puglia, il percorso della filovia misura 17 metri e, quindi», spiega Dei Rocini, «c'è lo spazio per realizzare la complanare. Trenta metri dopo via Puglia, invece, il tracciato si allarga e misura fino a venti metri: in queste condizioni, lo spazio per la strada di accesso per i residenti sparisce». Secondo Dei Rocini - firmatario di un esposto alla procura per chiedere «indagini tendenti ad accertare la legittimità dei lavori» - la complanare «può arrivare almeno a via Sila perché lo spazio si può trovare con piccoli accorgimenti mentre per via Marche resta la delusione: il percorso della filovia volta verso monte e sottrae spazio. Così non si può costruire la strada: su questo, però, io dico che esiste una responsabilità morale per un'opera sbagliata. Se esistono altri tipi di responsabilità», dice, «lo deciderà, in primis, la procura».
In due lettere inviate al Comune da Dei Rocini e altri residenti si parla del rischio di allagamenti: «Il livello della strada parco, con i lavori della filovia, è stato alzato di sessanta centimetri rispetto alle abitazioni», osserva Dei Rocini, «ma così si crea un argine naturale al deflusso delle acque. Il rischio sono gli allagamenti».
«Il desiderio dei residenti», ribatte Ruggero, «è quello di vedersi garantito il passaggio pedonale su via Salentina e su via Marche. Un accesso che possa assicurare anche il passaggio dei disabili. E, soprattutto, dovrà essere risolto il problema relativo alla raccolta delle acque piovane per porre fine all'emergenza allagamenti che ha provocato danni ai cittadini della zona».