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Data: 14/05/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Alitalia rinvia al 2012 il ritorno all'utile. Fra due anni risultato previsto di 20-30 milioni. L'impatto dei ricavi

Sabelli ha annunciato al consiglio di due giorni fa la necessità di rivedere gli obiettivi del piano Fenice

ROMA - Alitalia rivede il piano Fenice dell'estate 2008. E rinvia di un anno, al 2012, il ritorno all'utile. Due giorni fa durante il consiglio che ha approvato la trimestrale, secondo quanto risulta a Il Messaggero, Rocco Sabelli avrebbe spiegato che senza incidere sui pilastri del progetto Cai che ha consentito il rilancio della compagnia di bandiera, l'imprevista e pesante congiuntura macroeconomica e di settore costringe a fare alcuni aggiustamenti di carattere strategico (posizionamento di mercato, network, piano flotta) influendo sul profilo economico-finanziario del piano. Quindi si prevede di ritardare almeno di un anno il raggiungimento della redditività: i 171 milioni di utile nel 2011 dovrebbero essere 20-30 milioni nel 2012. E anche i cash flow stimati di 223 milioni nel 2011, di 164 nel 2012, di 164 nel 2013 dovrebbero essere ritoccati. La revisione dei target si rende necessaria in conseguenza della previsione al ribasso dei ricavi. In base al piano di decollo della nuova Alitalia avvenuto il 13 gennaio 2009, si prevedevano ricavi pari a 4,560 miliardi quest'anno, di 4,793 miliardi nel 2011, di 5,016 miliardi nel 2012, di 5,212 miliardi nel 2013. In questa ottica Sabelli prevede di apportare aggiustamenti nel rafforzamento della flotta ricorrendo ad aeromobili più piccoli, tipo gli Emblaer 170 con 70 posti, i Crg da 80 posti, gli Airbus 319 (145 posti) e due nuovi Airbus 330. Sul piano strategico, forte della pressione competitiva sui prezzi (con riduzione di quelli medi), Alitalia punta su una maggiore focalizzazione sul breve-medio raggio, su una maggiore penetrazione del segmento corporate e su uno spostamento della distribuzione verso il canale diretto. La partecipazione a SkyTeam rappresenta un importante stimolo allo sviluppo di sinergie e benefici grazie anche ai futuri partner (Vietnam airlines prossima all'ingresso e China Southerm) e a strategie commerciali sul brand e tariffarie. A latere dei benefici dell'alleanza Skyteam che a breve festeggia il 10° anno, Alitalia ha in corso negoziati per la joint venture con Aeroflot. Contatti importanti vengono coltivati con Tap Portugal, Air Europe (per l'ampliamento della collaborazione sulla Roma-Madrid dal prossimo 1° giugno), la brasiliana Gol, Kenya Airways, Ethiopian Airlines e Air Namibia in Africa. Riguardo le attività in outsourcing, l'andamento del mercato è positivo con una crescita del 22% nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo 2009. La crescita della nostra compagnia è in linea con lo sviluppo del mercato a volumi, ma superiore alla media a valore grazie alla politica di incremento prezzi deciso per realizzare profitti in questo periodo di ridotta offerta sul mercato (nel primo trimestre 3,8 milioni sui 6,8 milioni totali di maggiori ricavi rispetto al budget sono generati dalla manovra sui prezzi). Infine i positivi dati del primo trimestre (passeggeri in crescita del 7% e dimezzamento della perdita operativa) beneficiano anche della ottima performance dell'attività charter: oltre all'accordo storico con Bankitalia, si è aggiunto quello con Banque de France.

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