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Data: 14/05/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Il "giallo" dei 400 nomi di Anemone. La procura spulcia fatture e contratti: molti i personaggi pubblici coinvolti

ROMA. Un giallo con quattrocento interpreti. Un promemoria amministrativo, certo, ma anche un elenco «a futura memoria», una sorta di vademecum a cui far riferimento in caso di bisogno nel quale di tanto in tanto appaiono annotazioni del tipo «vedi tal di tali del 2005». Un filo rosso per i pensieri e per i lavori che Diego Anemone eseguiva con le sue ditte.
Attori, giornalisti, politici. Ma anche religiosi, alti ufficiali, funzionari di primo piano dello Stato. Molti contratti alla luce del sole, come quelli fatti in sedi istituzionali come la caserma dei vigili del fuoco di Conegliano o l'alloggio di servizio di piazza della Gatta del superpoliziotto Nicola Cavaliere, oggi all'Aisi. E forse è istituzionale anche il contratto alla posizione 24 del 2005, quello che parla di «Ministero delle attività produttive, via Molise, ufficio Scajola». Poi però si sa che per Scajola c'è dell'altro, i lavori in via del Fagutale.
Una pista tortuosa nella quale i pm perugini Alessia Tavarnesi e Sergio Sottani devono imparare a distinguere ciò che è un possibile indizio da ciò che invece è legittimo. Con alcune preoccupazioni in più. Una è data dai tempi. La lista di Diego Anemone potrebbe essere stata a disposizione da un paio d'anni, ma chi l'aveva trovata non l'avrebbe passata subito ai pm fiorentini in quel momento titolari dell'inchiesta. Un elemento che, se fosse provato, dimostrerebbe fino a che punto la cricca era riuscita a crearsi un cordone di sicurezza intorno.
Considerazioni che ne portano altre: quante liste di questo tipo ci sono in giro? Quante ne sono state trovate negli altri computer sequestrati? In attesa di dare risposta a queste domande gli inquirenti cercano conferme alle ipotesi di scambi di favori, scambi che passano prima per l'acquisto delle case (e qui c'è l'elenco di Zampolini, quello dove ci sono Scajola, Pittorru, i figli di Balducci, la casa di via Gianturco per il genero di Ercole Incalza, il braccio destro di Matteoli che davano per dimissionario, ma che si dice tranquillo), e poi per i lavori di ristrutturazione. Tutti elencati con precisione: «via Merulana e via Poliziano, Pizzorru», «via del Fagutale, colle Oppio, Scajola», e ancora «Scajola, via Barberini, via del Fagutale».
Queste son quelle già in parte verificate. Poi ci sono le notazioni che lasciano perplessi. «Mario (Gf) Frosinone», Gf sta per Guardia di finanza? E ancora, «via Giulia, Bertolaso» punto 5 del 2003, e ancora «Bertolaso», punto 19 sempre del 2003. Poi «via Civinini, Manganelli»: è l'attuale capo della Polizia? Così come servono chiarimenti per «Nunzio via delle Vigne nuove (isp della Prefettura)» e per il «comandante» citato per un appartamento in viale Regina Margherita, e per il «colonnello Granata (Gf)», «generale Savino».
Cesara Buonamici, volto del Tg5, che fa lavori in via delle Vigne, e Andrea Occhipinti, attore e produttore che mandava sms affettuosi ad Angelo Balducci, del regista Pupi Avati che fa fare lavori a Todi, invece sono nella lista certo per il passa-parola che vedeva le ditte di Anemone fra le più ricercate a Roma. Nell'elenco anche religiosi e chiese. «Casa di Santa Rita, (padre Domenico)», «Chiesa di Santa Maria in Trivio (Fontana di Trevi)», «Chiesa Settebagni». Ma anche il carcere di Casal del Marmo dove Anemone fa le celle (che chiama camere) e l'illuminazione, ma anche il carcere di Sassari. La manutenzione di Palazzo Chigi, compresa l'aria condizionata in sala stampa, della sede di Forza Italia e di Palazzo Grazioli, la casa di Berlusconi a Roma. E la casa di Chiara Mancino, figlia di Nicola, vicepresidente del Csm.

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