Dalle carte lavori in una seconda abitazione a Roma
ROMA. Da Bertolaso a Mancino, fino ad arrivare al regista Pupi Avati e alla giornalista Mediaset Buonamici. Una pioggia di precisazioni dopo la pubblicazione della lista-Anemone, che tira in ballo centinaia di personaggi per i lavori di ristrutturazione effettuati nelle loro abitazioni. Bertolaso affida a una nota della Protezione civile una smentita, che però appare contraddetta dalle carte.
Bertolaso sostiene che i "i lavori eseguiti dalle imprese di Diego Anemone sono stati regolarmente pagati". Inoltre smentisce "di possedere un appartamento in via Giulia, è una casa posta nelle disponibilità da un amico". Ma dal repertorio contabile sequestrato ad Anemone si viene a sapere che non solo il costruttore ha ristrutturato l'appartamento di Bertolaso in via Bellotti Bon (risistemate le "tapparelle"), ma anche in due occasioni un altro appartamento in via Giulia di cui fino ad ora non si conosceva l'esistenza. Che i rapporti tra Bertolaso e Anemone fossero strettissimi ormai sono le carte a testimoniarlo, giorno dopo giorno: l'imprenditore fa interventi negli uffici della Protezione civile in via Vitorchiano e in altre due occasioni nell'ufficio personale di Bertolaso già nel 2004.
Lavori precedenti al momento in cui la moglie di Bertolaso accetta di lavorare per Anemone, quindi a differenza di quanto affermato pubblicamente da Bertolaso, non è vero che il rapporto professionale si è interrotto (tra Anemone e signora Bertolaso) quando è nato il legame con la Protezione civile.
Il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, smentisce seccamente di aver ricevuto regali da Anemone e di aver acquistato casa regolarmente. Cesara Buonamici, volto noto di Canale 5, si mostra sorpresa: «Sono affittuaria dal 2003 dell'appartamento che compare nella lista, che è di proprietà di un ente. E i lavori di ristrutturazione non sono stati commissionati dalla sottoscritta ma dall'ente proprietario». Settembrino Nebbioso, capo di gabinetto del ministro della Giustizia Angelino Alfano, dice di "non aver mai avuto alcun tipo di rapporto con la ditta Anemone né con Diego Anemone", così come il giudice della Corte Costituzionale Gaetano Silvestri dichiara "di non conoscere Diego Anemone e di non possedere immobili a Roma". Nel listone c'è anche l'ex Ragioniere generale dello Stato, Andrea Monorchio: «Vivo in via Sistina - ha detto - ma sono in affitto e i lavori di ristrutturazione sono stati effettuati dal proprietario». Insomma, pare proprio che Anemone non lo conoscesse nessuno, anche se sarà la magistratura a dover chiarire i reali rapporti tra i tanti "big" nella lista e il costruttore.
Il regista Pupi Avati ammette di aver fatto effettuare lavori nella sua casa di Todi tramite l'ingegner Balducci, "ma ho pagato regolarmente e sono in grado di esibire matrice dell'assegno e documento relativo".