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Pescara, 20/04/2026
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15/05/2010
Il Centro
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Filovia, doppio incarico da 500 mila euro. Il direttore dei lavori Taraborrelli è stato dirigente a Montesilvano, adesso è a Pescara |
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MONTESILVANO. Il sindaco di Montesilvano Pasquale Cordoma gli aveva affidato l'incarico di superdirigente per sovrintendere tutti gli atti amministrativi; il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia l'ha voluto a tutti i costi come dirigente ai Lavori pubblici. È Bellafronte Taraborrelli, il direttore dei lavori della filovia. Il doppio incarico dell'ingegnere Bellafronte Taraborrelli è al centro di un'interrogazione presentata dal consigliere comunale del Pd Gabriele Di Stefano: Taraborrelli è stato dirigente ai Lavori pubblici a Montesilvano, dal 2007 al 2009 affiancando l'ex assessore Carlo Tereo de Landerset, e ha assunto l'incarico di direttore dei lavori per la filovia. Dal 2009 Taraborrelli è diventato dirigente del settore Lavori pubblici a Pescara: chiamato dal sindaco Luigi Albore Mascia, Taraborrelli, vicino al Pdl, ha sostituito Antonio Biase, dirigente appoggiato da Gianni Teodoro. La nomina decisa da Albore Mascia è all'origine dei dissidi con la lista Teodoro. Il legame tra Pescara e Montesilvano è indissolubile: dopo l'interrogazione di quattro pagine presentata da Di Stefano, un'azione simile è attesa anche a Pescara. Di mezzo c'è la filovia sulla strada parco: opera contestata di otto chilometri, dal capolinea dei Grandi alberghi di Montesilvano fino al terminal bus di Pescara, per un importo di 25 milioni di euro. Taraborrelli non è l'unico direttore dei lavori: svolge l'incarico insieme a Dino Bonadies. Con un appalto da 25 milioni di euro, la parcella dei direttori dei lavori supera i 500 mila euro. «Con l'incarico dirigenziale, ai sensi dell'articolo 110 del decreto legislativo 267 del 2000, consegue l'assunzione a tempo determinato come pubblico dipendente con la qualifica di dirigente», spiega Di Stefano, «e con l'accettazione dell'incarico si genera l'incompatibilità tra l'impiego pubblico e le altre attività con divieto di cumulo di incarichi pubblici, salvo le riserve di legge. Con riferimento alle attività vietate ai pubblici dipendenti», sottolinea il consigliere, «l'ordinarietà dell'espletamento di tali attività dà luogo a decadenza mentre l'occasionalità, pur non dando luogo a decadenza, deve essere oggetto di autorizzazione, pena sanzioni disciplinari. Indice sintomatico per eccellenza della non occasionalità ma della non consentita stabilità dell'attività extralavorativa è l'apertura della partita Iva». Sull'interrogazione, Di Stefano riporta anche una circolare del ministero della Funzione pubblica, la numero 3 del 1997: «È stato puntualizzato», afferma, «che sono certamente incompatibili con il rapporto di impiego pubblico le attività extraistituzionali che oltrepassino i limiti della saltuarietà e occasionalità e si riferiscano allo svolgimento di libere professioni». Con l'interrogazione Di Stefano si rivolge al sindaco Pasquale Cordoma: «Era a conoscenza dell'incarico professionale che l'ingegnere svolgeva nello stesso periodo in cui era dirigente? L'amministrazione comunale doveva rilasciare una specifica autorizzazione: lo ha fatto?».
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