Iscriviti OnLine
 

Pescara, 20/04/2026
Visitatore n. 753.307



Data: 15/05/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Sindaco e Teodoro aggrediti con i pitbull. L'amministrazione in visita a Fontanelle sbeffeggiata da quattro ragazzi prepotenti

LA LITE IN STRADA Albore Mascia in silenzio davanti alle minacce Poi l'annuncio: «In arrivo 37 vigili urbani»

PESCARA. «Vattene da Fontanelle, tu e tutti quanti gli altri. Qua non ci serve nessuno. Se non te ne vai, io ti sfracchio». È la minaccia, seguita dal gesto di un pugno allo stomaco, rivolta in via Caduti per servizio a Piernicola Teodoro, presidente della circoscrizione Porta nuova.
Sono bastate le grida di quattro ragazzi, tre uomini e una donna, a costringere il sindaco Luigi Albore Mascia e gli assessori Isabella Del Trecco, Carla Panzino e Guido Cerolini Forlini a battere in ritirata durante la visita al quartiere degradato richiesta dal parroco della chiesa di San Pietro martire don Massimiliano De Luca, detto don Max.
L'AGGRESSIONE L'aggressione in via Caduti per servizio, a Fontanelle, si è consumata in un minuto quando il presidente della circoscrizione Porta nuova, Piernicola Teodoro, si è trovato davanti un recinto con dentro un pitbull nero. «Questo recinto», ha detto Teodoro alzando la voce, «è abusivo». «Chi ha parlato contro il mio cane? Alza la mano, dai, fatti vedere», ha detto la ragazza. Teodoro ha risposto: «Sono stato io, perché?».
IN STRADA CON I CANI «Da Fontanelle ve ne dovete andare tutti, capito?», così sono intervenuti gli altri tre che, in un pugno di secondi, sono tornati in strada mostrando il pitbull e un rottweiler al guinzaglio. L'unico che ha affrontato i quattro è stato Teodoro: uno dei tre ha fatto finta di tirargli un pugno ma Teodoro non si è tirato indietro mentre Albore Mascia ha osservato la scena restando in silenzio. «Io sono nato a San Donato», ha commentato Teodoro, «nessuno mi ha toccato: so difendermi».
LA FESTA DEI QUATTRO Dopo un minuto di tensione, la delegazione è tornata a percorrere via Caduti per servizio osservando le aiuole invase dall'erba alta e lasciando ai quattro il gusto di una vittoria sulle istituzioni. Subito, sono arrivati i vigili urbani in moto e due poliziotti in borghese ma nessuno ha controllato i quattro, rimasti in strada a festeggiare.
PARLA DON MAX «Quello che è successo rappresenta uno spaccato della realtà quotidiana di Fontanelle. Il sindaco si è reso conto del degrado del quartiere», ha detto don Max, «quante volte mi sono sentito dire "Sappiamo, sappiamo", ma io so che non è così. Invece, stavolta, i problemi li hanno visti tutti con i propri occhi: il cinque per cento degli abitanti di Fontanelle», è tornato a denunciare il parroco, «tiene in ostaggio tutto il resto e cioè il 95 per cento: si tratta di anziani e chi ha i figli come può portare i bambini al parco della Serenità e trovarsi di fronte questa gente prepotente?». Il parroco con una frase ha fotografato l'emergenza di Fontanelle: «Ma che me ne importa dell'erba alta, il problema è la delinquenza».
IL NEGOZIO DI DROGA Un cittadino si è avvicinato al sindaco: «Non posso dirle come mi chiamo ma negli appartamenti di via Caduti per servizio si fa la fila per comprare la droga», ha denunciato, «sembra una macelleria». «Io sono il primo sindaco che ha fatto gli sfratti dalle case popolari ma non posso fare lo sceriffo», ha risposto Albore Mascia ai cittadini di Fontanelle. «Il problema di ordine pubblico sarà risolto, prima, sul tavolo del comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza, dopo, con gli sfratti degli abusivi».
«ECCO IL DEGRADO» Agli amministratori, Nello Raspa, presidente dell'associazione Insieme per Fontanelle, ha mostrato il degrado con le aiuole invase dall'erba, lo scheletro del cantiere della palestra diventato un rifugio per i tossicodipendenti, le case con le crepe sui muri: «A Fontanelle», ha spiegato Raspa, «ci sono 515 famiglie, gli iscritti all'associazione sono 62». Tra i residenti, domina anche la paura di iscriversi all'associazione che ha cominciato a battersi per salvare il quartiere dal degrado. Il vicepresidente dell'associazione, Gianfranco Nobilio, ha mostrato al sindaco una porta che viene sventrata ogni volta che viene aggiustata: «Ma perché viene rotta di continuo?», ha chiesto Albore Mascia. La risposta l'ha data Teodoro: «È il segnale dei prepotenti».
37 VIGILI URBANI Per contrastare la microcriminalità, il Comune ha fatto le sue promesse: «Sarà riaperta la sede circoscrizionale di via Rubicone con 37 agenti della polizia municipale. Una sede distaccata sarà aperta anche in via Caduti per servizio», ha detto il sindaco.
L'ABUSIVISMO In via Caduti per servizio domina la legge dell'abusivismo: è il segno della prepotenza di una trentina di persone. L'androne di un palazzo dell'Ater è stato trasformato in un giardino privato con recinto, gazebo, cucina a gas e dondolo: è il posto per le feste fino all'alba. Il sindaco ha garantito interventi: «Attiva si occuperà della pulizia ordinaria del parco della Serenità ed entro dicembre partiranno due opere importanti: il primo lotto della realizzazione della palestra e la costruzione della rotatoria tra via Caduti per servizio e via Tirino». Il rondò era stato richiesto dal 13 marzo 2008 con una petizione dell'associazione Codici firmata da 350 residenti. «I cittadini chiedono sicurezza a fronte di quella minoranza che vive al di fuori delle regole e che pretende di tenere sotto scacco un intero quartiere con atti di vandalismo e imposizioni», ha detto il sindaco. «E l'amministrazione non intende tollerare oltre tale atteggiamento. Già abbiamo manifestato tale problematica al prefetto Paolo Orrei, ai carabinieri e al questore Paolo Passamonti». «Nel quartiere», ha assicurato Teodoro, «istituiremo una commissione Sicurezza: inviteremo i cittadini a iscriversi e ci riuniremo una volta a settimana per fare il punto sui provvedimenti da adottare».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it