L'AQUILA. «Cosa succede all'interno delle ex municipalizzate?» Se lo chiedono i sindacati, che hanno aperto tre vertenze in merito al personale di Ama, Asm e Afm. E dopo le farmacie si ferma anche il trasporto pubblico.
Due scioperi nel giro di poche settimane, che coinvolgono servizi essenziali per la popolazione. Il 26 aprile hanno incrociato le braccia i dipendenti del'Afm, l'azienda che gestisce le farmacie comunali e i servizi pedagogici e cimiteriali. Il 7 giugno toccherà ai circa 100 lavoratori dell'Ama: i bus urbani si fermeranno per 4 ore.
«La vertenza», dicono Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Faisa-Cisal e Ugl, «è tesa a dare concretezza agli accordi siglati e a rimuovere gli ostacoli che ad oggi ne impediscono la piena attuazione, in particolare rispetto alle aspettative di crescita e stabilizzazione professionale del personale viaggiante, inquadrato in turni discontinui. L'azienda utilizza invece questi lavoratori nella turnazione con orario continuato».
La vertenza dell'Afm è esplosa dopo la chiusura del magazzino farmaci, che i sindacati vedono come un campanello d'allarme.
«Dopo le tante rassicurazioni da parte del sindaco Massimo Cialente lente, dell'assessore Silvana Giangiuliani e dopo due mozioni votate dal consiglio comunale», scrivono le Rsa di Ugl, Cgil e Uil, «ci troviamo ancora con il deposito chiuso e con le farmacie comunali che si approvvigionano al 100% al l distributore nazionale Comifar Spa. Se è così semplice ed incontrollabile chiudere una realtà produttiva a gestione pubblica immaginiamo cosa potrà accadere per i servizi del pedagogico, prescuola e cimiteriale».
Per quanto riguarda l'Asm, che si occupa della raccolta rifiuti, le Rsa di Fiadel e Ugl hanno lamentato «poca chiarezza» sugli aumenti di livello del personale. La presidente Manuela Villacroce ha smentito parlando di «errori di battitura nella pianta organica».