PESCARA - Machisseneimporta. Non se ne importano nulla, di leggi regolamenti etica morale. E di cittadini, soprattutto, di quelli che ci credono ancora di quelli che magari vanno a bussare all'Aquila credendo di trovare ascolto garanzia tutela. «Non gliene importa nulla, nč alla Regione nč al Comune di Pescara - dice il consigliere comunale di Pescara Enzo Del Vecchio - per loro gli incarichi servono a sistemare qualche amico, a garantire incassi. Punto e basta». Incarichi, come quello del difensore civico regionale per esempio. Che fa il difensore e anche il coordinatore politico del Pdl, all'Aquila avvocato dei cittadini e a Pescara body guard politico del sindaco Luigi Albore Mascia. In palese conflitto di competenze e in violazione di legge. E lo fa neppure sottobanco: l'avvocato Giuliano Grossi si destreggia tra i due ruoli alla luce del sole, perchč senza alcun rispetto per leggi e regolamenti o di etica dei comportamenti il Pdl decide per ben due volte di rinnovargli l'incarico da "coordinatore degli uffici di staff del sindaco nei rapporti con la direzione generale, la segreteria generale, il settore Gabinetto del sindaco e sovrintendenza del protocollo cerimoniale". Per la veritą firma il sindaco Mascia, ma sicuramente con la benedizione di tutto il vertice pidiellino pescarese e con la comprensione e l'assenso del presidente della Regione Gianni Chiodi che di Grossi, si puņ dire, č il datore di lavoro principale.
L'uomo di fiducia del senatore Andrea Pastore, pluripignorato da Equitalia e che inflisse suo malgrado anche alla Regione l'onta del pignoramento, non ha mai lasciato l'incarico politico pescarese. Anzi. Mascia glielo rinnova il 31 marzo e prima ancora il 31 dicembre, quando Grossi si č appena insediato sull'ambita poltrona aquilana occupata fino a quel momento dall'avvocato Nicola Sisti che ha presentato ricorso al Tar, ed eletto dal consiglio regionale dopo sei votazioni che procedette senza esaminare i curricula degli altri candidati. Tanto che Grossi convoca di proprio pugno il tavolo politico del centrodestra di Pescara, inviando lettere a Pastore, Sospiri, Chiavaroli, Colalongo dell'Udc e gił fino a Teodoro, per il 30 aprile alle 18 per l'«analisi della situazione politica» e «varie ed eventuali».
Compiti vietati dalla legge, proprio dalla legge istitutiva del difensore civico, la numero 126 del 1995, che stabilisce che l'incarico č incompatibile con ogni carica elettiva pubblica ma soprattutto, ed č questo il caso, con cariche «di direzione politica e sindacale». Ed č talmente palese l'incompatibilitą che addirittura la legge stabilisce che il difensore debba astenersi anche da «attivitą professionali attraverso cui possa configurarsi qualsiasi forma di interesse». La legge, poi riformata nel 2004, rincara la dose stabilendo addirittura che l'incompatibilitą non deve essere neppure precedente all'incarico: «Non possono ricoprire l'incarico i cittadini che abbiano ricoperto cariche di direzione politica negli ultimi cinque anni». Nč prima nč, figuriamoci, durante. Ma se non bastassero le incompatibilitą, conterebbero le presenze. E' sempre la legge a stabilire che le attivitą libero professionali «non devono inibire la giornaliera assiduitą delle funzioni del difensore civico». Giornaliera, dice la legge: significa che il difensore dovrebbe lavorare tutti i giorni all'Aquila, almeno quelli lavorativi. Impossibile, se fa anche il coordinatore politico del sindaco di Pescara, a 100 chilometri di distanza. Mascia lo sa e se ne infischia. Chiodi fa finta di non saperlo, ma forse dovrebbe farci caso.