Indagini sui terreni della famiglia della presidente del consiglio regionale Claudia Lombardo
ROMA.Dopo la cricca degli appalti, quella dell'eolico. Lo schema è lo stesso: un gruppo di imprenditori, appalti milionari, un referente politico in grado di oliare i meccanismi necessari ad ottenere i lavori. Questa volta il capo della cricca sarebbe l'imprenditore Flavio Carboni.
A lui fa riferimento un gruppo di imprenditori interessato a investire nell'eolico sardo. Una partita da centinaia di milioni di euro.
Il principale referente politico sarebbe invece uno dei protagonisti delle inchieste sui Grandi eventi: il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini, anche stavolta indagato per corruzione. E' tramite lui che Carboni allaccia i contatti con il governatore sardo Ugo Cappellacci, indagato per abuso d'ufficio e corruzione. Sono i contorni dell'indagine sull'eolico in Sardegna condotta dal Procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo. Un'inchiesta destinata a svelare retroscena torbidi: dietro l'operazione ci sarebbe anche il tentativo della criminalità organizzata di inserirsi nella partita dell'eolico.
«Aspetto di conoscere i fatti e le circostanze oggetto di indagine - ha commentato Cappellacci - Sono tranquillo e fiducioso nel lavoro della magistratura». Nei prossimi giorni il governatore sarà interrogato dai pm. Tra gli aspetti da chiarire, la decisione della Giunta di escludere gli impianti eolici off-shore e di affidare alla Regione la gestione degli impianti a terra. Decisione presa solo dopo le notizie delle altre inchieste che coinvolgono Verdini. Quanto all'iscrizione di Cappellacci tra gli indagati è legata alla nomina, il 6 agosto 2009, al vertice dell'Arpa Sardegna (l'Agenzia per la protezione dell'ambiente) di Ignazio Farris, anch'egli indagato. Per i pm, la nomina non fu fatta a norma di legge. Questo in seguito alle pressioni sul nome di Farris esercitate sul governatore da Carboni, tramite Verdini. Come dimostrerebbero le intercettazioni. «Se non danno quell'incarico a Farris io non organizzo nulla» avrebbe detto Carboni ai suoi interlocutori.
Di questo, oltre che dell'eolico, l'imprenditore avrebbe discusso a più riprese con Verdini e Cappellacci (ma anche con il senatore Marcello Dell'Utri, al momento non indagato) in una serie di incontri nella casa romana del coordinatore del Pdl. Degli incontri c'è traccia anche in una intercettazione del primo ottobre 2009 relativa a un'altra inchiesta in cui Verdini, al telefono con l'imprenditore Riccardo Fusi, passa la telefonata a Cappellacci. Alla fine Carboni ottiene la nomina. Scatta la fase due del piano: l'imprenditore raccoglie fondi per alcuni milioni di euro tra le aziende interessate, fondi che sarebbero transitati per il Credito Cooperativo Fiorentino, la banca di cui è presidente Verdini. Soldi per il pagamento di tangenti necessarie a sbloccare gli appalti, per i pm.
Al vaglio ci sono i documenti acquisiti nella banca e alla Regione. I pm stanno valutando se le irregolarità nella nomina di Farris abbiano coinvolto altri esponenti della Giunta. Ma si indaga anche sui terreni nel Sulcis-Iglesiente destinati agli impianti eolici. In parte sarebbero di proprietà della famiglia del presidente del Consiglio regionale, Claudia Lombardo, che però nega ogni coinvolgimento.
Intanto l'ex governatore Soru va all'attacco: «Cappellacci venga in Consiglio a e dica se è in gradi di rappresentare gli interessi della Sardegna o se è nelle mani di un comitato d'affari».