PESCARA - Era scaduto il contratto di leasing e quindi le Thesis dovevano andare in soffitta, scusate tanto. Tutta colpa della burocrazia e non dei politici regionali se, guardaunpo', il rinnovo del parco-auto della giunta Chiodi è andato a coincidere con la crisi economica la crisi mondiale la crisi dell'eurozona il dopo terremoto e il picco delle tasse, senza contare disoccupazione e cassa integrazione: si giustifica la Regione al gran completo pizzicata con le mani nella marmellata e il gessato blu infilato nelle nuove fiammanti Audi A6 rinnovate di fresco, tutta colpa della Consip, la centrale unica di acquisto a cui l'esecutivo ha affidato la cura delle proprie auto di rappresentanza. Nessuna ragione di opportunità e di buon gusto hanno impedito di tenersi le auto vecchie come avrebbe fatto un buon padre di famiglia, magari dopo una sistematina alle gomme e una revisionata ai freni, niente affatto: avanti tutta con le spese a tutto gas per la Regione meglio pagata d'Italia. Alla faccia dei terremotati e dei contribuenti.
«In relazione alle 11 autovetture di rappresentanza in dotazione ai componenti l'esecutivo regionale, la direzione del Demanio della Regione precisa che alla scadenza del contratto di leasing per le Thesis 2.400 jtd restituite, dopo tre anni, con un chilometraggio medio di 190 mila chilometri, l'amministrazione regionale ha affidato al Consip, la Centrale unica di acquisto per tutte le amministrazioni pubbliche, la procedura di gara per rinnovare il parco macchine - così recita un comunicato della Regione - La scelta caduta sulle Audi è stata puramente discrezionale su auto proposte comunque solo di marca estera. Il costo di locazione per le 11 autovetture è comprensivo di gomme, sia estive che termiche, da sostituire al consumo». Sessantamila euro più gli optional per le Audi A6 degli assessori, che in totale fa 660 mila euro, ma per la Regione «il lotto è idoneo a garantire un servizio efficiente, efficace e pregnante dal punto di vista della sicurezza sulla strada, rispetto al perdento modello di auto in uso non più disponibile perchè fuori produzione. Va anche aggiunto che la Consip garantisce un ottimo rapporto qualità-prezzo».
Nessuna misura di auto-regolamentazione, di risparmio, di buon esempio adotta la giunta Chiodi nonostante il baratro in cui è precipitato l'Abruzzo. Rinnova il parco macchine e continua a tenere nel cassetto il progetto di legge tanto sbandierato dalla maggioranza e dal presidente del consiglio regionale Nazario Pagano, per tagliare gli stipendi dei consiglieri regionali. E a bocciare le proposte di legge che vanno in questa direzione presentate dalle opposizioni. «Da oltre un anno il Pd si è fatto promotore di una proposta chiara, semplie e comprensibile sulle indennità: - spiega il capogruppo Camillo D'Alessandro - applicare ai consiglieri e agli assessori il trattamento retributivo più basso tra le regioni italiane. nell'ultima Commissione bilancio non ci siamo astenuti sulla proposta dell'Idv, mai discussa, perchè la maggioranza ha deciso di rinviarla. Ci siamo astenuti sulla proposta di rinvio in quanto abbiamo la nostra a cui non siamo disposti a rinunciare». Ma quanto sarebbe bello se si arrivasse a una formulazione bipartisan, tutti d'accordo maggioranza e opposizione visto che si tratta di una norma che andrebbe a beneficio delle tasche dei cittadini: niente da fare. Perchè discutere di tagli e percentuali come sta facendo in queste ore il ministro Calderoli, secondo il Pd meglio usare il criterio degli "ultimi" e adeguarsi allo stipendio dei consiglieri meno pagati d'Italia. «Tutti aspettavamo i vertici del Pdl tra mare e montagna - conclude D'Alessandro - annunciati in pompa magna dove sarebbero state finalmente assunte decisioni importanti per l'Abruzzo, tra cui il taglio delle indennità. Ma come noto, il risultato è stato quello di comprare nuove auto».