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Pescara, 20/04/2026
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Data: 19/05/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Ceffoni al capotreno che chiede il biglietto. Arrestati due studenti di Alanno che viaggiavano a scrocco, il terzo riesce a scappare

Il gruppetto aggredisce con schiaffi e insulti il controllore per evitare la multa. Già 20 giorni fa erano saliti senza pagare

ALANNO. Per due volte in pochi giorni sono stati scoperti sul treno senza biglietto. Il controllore li ha richiamati e annunciato la multa e loro hanno reagito insultandolo, spintonandolo e prendendolo a schiaffi. Per difendersi, il poveretto ha abbandonato lo scompartimento e poi, alla stazione di Alanno, è sceso. Lì c'erano i carabinieri, che hanno bloccato e arrestato 2 dei 3 giovani del gruppetto.
Il terzo è riuscito a fuggire, e i militari lo stanno cercando. In camera di sicurezza sono finiti Dario Di Domizio e Andrea Giampaolo, di 19 anni, studenti di Alanno incensurati, con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio (l'arresto è stato convalidato e sono tornati in libertà). Ricostruendo quanto accaduto sul treno Pescara-Sulmona, il capitano Massimiliano Di Pietro, comandante della compagnia di Penne, spiega che lunedì verso le 17 i due erano sul treno con una terza persona. Tra Chieti Scalo e Alanno, al controllo del biglietto il capotreno si è accorto che il gruppetto viaggiava senza aver pagato. Riscontrata l'infrazione l'uomo era pronto a compilare il verbale, tanto più che già una ventina di giorni fa si era verificata la stessa scena. Per evitare la multa i giovani hanno insultato pesantemente il controllore e lo hanno aggredito con spintoni e schiaffi. Lui si è allontanato, abbandonando lo scompartimento, e quando il treno si è fermato ad Alanno è sceso in stazione. E' stato lui stesso a comporre il 112 e a chiedere l'intervento dei carabinieri, che hanno bloccato i responsabili dell'aggressione e consentito al convoglio di ripartire dopo aver accumulato un ritardo di circa 15 minuti. Nel frattempo, però, il terzo amico è fuggito via. Per Di Pietro l'episodio testimonia un «disagio giovanile» che evidenzia ormai quotidianamente «l'assoluta mancanza di senso di responsabilità e rispetto delle regole di civile convivenza» dei ragazzi.

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