BRUXELLES - La mano pubblica in Italia è troppo pesante, ed è a partire dall'alleggerimento della "spesa improduttiva" che il governo intende procedere per il risanamento dei conti, operando un "cambiamento di cifra etica", oltre che economica. Senza mettere "le mani nelle tasche dei cittadini" e senza stravolgimenti del sistema pensionistico, ma andando a colpire "i falsi invalidi e i veri evasori", nonché, "come aperitivo", i costi della politica, in modo da tagliare il deficit dell'1,6% in due anni, portandolo al 2,7% nel 2012 con una manovra da circa 25 miliardi. Così il ministro del Tesoro Giulio Tremonti ha descritto la strategia del governo per rispondere all'imperativo di consolidamento del bilancio emerso in tutta Europa con la crisi greca e le turbolenze dell'euro. Nel corso delle due giornate di riunioni dei ministri economici a Bruxelles, Spagna e Portogallo hanno presentato le nuove misure chieste dall'Ue per scongiurare il rischio di contagio del virus greco, ma all'Italia non è stato imposto nulla di nuovo. "Abbiamo ricevuto a dicembre l'indicazione di correzione, per l'Italia non cambia niente", ha precisato il ministro, aggiungendo: "Ma siamo molto impegnati, faremo quello che ci viene chiesto". Tremonti incontrerà oggi il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e illustrerà la manovra, pari a 25 miliardi di euro, al prossimo Ecofin di luglio. Le giornate di lunedì e martedì sono state teatro di un forte braccio di ferro tra i ministri europei più ?rigoristi' in materia di deficit e quelli secondo cui tagli eccessivi rischiano di condannare le economie ad una lunga recessione. Ma Tremonti non è preoccupato:"Noi abbiamo enormi margini di intervento sulla spesa pubblica, che può essere ridotta senza effetti recessivi o distorsivi. Piuttosto la distorsione è la spesa pubblica". E il suo "uso improprio". Ad esempio la spesa per gli invalidi dal 2001 è balzata da 6 a 16 miliardi di euro, ossia un punto di pil. Senza "voler negare il diritto acquisito di un invalido", il ministro ha notato come la devolution abbia "dato alle regioni poteri di spesa, ma non di presa". Un altro esempio citato sono i 15 miliardi che ogni anno il Ministero degli Interni passa "alla platea dei comuni". La crisi, presa nel suo senso originario di "discontinuità", è un'occasione per l'Italia. "Per il nostro paese vedo cambiamenti positivi", ha osservato, esprimendo fiducia nel futuro dell'Ue nonostante le spaccature e i problemi delle ultime settimane. "L'Ue ha più deficit che pil, più debito che ricchezza e questo è all'origine di attacchi che non hanno preso di mira questo o quel paese, ma l'Europa, con dentro la sua moneta", ha spiegato, osservando: "Ci sono ragioni per essere positivi e non negativi, non vedo rotture di meccanismi politici. Il nostro è un destino comune". Reso più difficile dal fatto che gli ultimi due anni sono andati persi, poiché è mancata una riflessione sulle conseguenze delle scelte che venivano fatte. "Non si può guardare solo al bilancio degli Stati, ma anche alla competitività dell'economia, a cui noi stiamo lavorando", ha spiegato, aggiungendo: "Il dramma del nostro paese è il Meridione". E infine, in materia di debito, Tremonti ha aggiunto: "Noi vogliamo ridurre il debito anche perché è un fattore di distorsione, ma non è possibile che altri continuino con l'antico vizio del debito privato". Scettico il leader del Pd Pier Luigi Bersani, che ha commentato con una battuta le proposte di Tremonti: "Non sappiamo nulla sui conti, bisogna chiedere ai servizi segreti". E invocando chiarezza ha aggiunto: "Niente di accettabile può essere fatto senza l'illustrazione della situazione".