ROMA. «La crisi non consente un taglio delle tasse». Silvio Berlusconi parla dell'enorme debito dell'Italia e alla necessità di collocare ogni anno 250 miliardi di titoli del debito pubblico. Se ancora una volta la promessa di riduzioni fiscali svanisce, è in arrivo una stangata sugli stipendi dei manager pubblici del 10% (oltre i 100 mila euro) e dei ministri (-10/15%), una stretta sugli enti locali, con la possibilità di nuovi ticket, e sugli statali.
«Se si tolgono i sabati e le domeniche - dice il Cavaliere - significa convincere gli investitori di tutto il mondo a investire ogni giorno 1 miliardo di euro sui titoli del nostro Tesoro. Oggi questi titoli sono comunque riconosciuti tra i più sicuri e affidabili d'Europa». Però, spiega l'inquilino di palazzo Chigi, il taglio delle tasse arriverà tramite il federalismo fiscale perché questo è lo strumento più efficace per combattere gli evasori, cioè coloro che non pagano le tasse.
I 26 miliardi di euro per far fronte agli impegni, al di là delle parole e delle promesse, servono comunque subito e allora ecco alcune indiscrezioni. La manovra verrebbe contabilizzata nel 2011 e 2012 (ma le prime decisioni sono previste fra 10 giorni) e dovrebbe portare in cassa (fra maggiori incassi e minori spese) appunto, 26 miliardi. Si parla di tagli nei trasferimenti alle Regioni (per 2 miliardi) e ai Comuni (altri 2 miliardi), oltre a quelli già previsti dalle precedenti finanziarie.
Sul fronte della sanità, di fronte a minori risorse destinate alle Regioni, queste verrebbero messe di fronte a un bivio: o tagliare la spesa sanitaria, o introdurre nuovi ticket (e aumentare il prezzo di quelli esistenti). Il ministro Tremonti, che ieri sera ha incontarto il premier, vorrebbe tagliare i costi della politica incidendo sugli stipendi e, di sicuro, depennare la realizzazione di qualche grande opera. Altri tagli alla spesa pubblica saranno fatti con lo stop al rinnovo dei contratti degli statali.
Sul fronte delle pensioni, da registrare un incontro fra il ministro Tremonti, i vertici dell'Inps, il presidente di Confindustria, Marcegaglia e i sindacati (esclusa la Cgil). In discussione l'innalzamento dell'età pensionabile e la possibilità di far slittare l'apertura delle «finestre» per chi ha raggiunto l'età della pensione.
Come al solito, almeno sulla carta, si confida molto sulla lotta all'evasione fiscale e proprio su questo interviene la Corte dei Conti. «Attenzione - dice la magistratura contabile - perché c'è un rischio di credibilità». Ovvero, gran parte delle manovre sono coperte da entrate che arrivano (o dovrebbero arrivare) proprio dalla stretta agli evasori, ma se si ricorre allo scudo fiscale (come è avvenuto) diventa poi difficile lottare contro l'evasione. La stessa Corte dei Conti avvisa che «sul contenimento della spesa pubblica si è già raschiato il fondo del barile», mentre si sconsiglia la pubblicità per invitare gli italiani a «giocare sempre di più» (lo Stato incassa dai giochi circa 25 miliardi di euro l'anno) perché a questo «c'è un limite etico».