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Data: 21/05/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Statuto dei lavoratori, sulla riforma. Confronto aperto Sacconi-sindacati

ROMA Il ministro del Welfare Sacconi, è determinato: a giorni presenterà un piano triennale per il lavoro e subito dopo un disegno di legge per trasformare lo Statuto dei lavoratori in uno Statuto dei lavori. Progetto ambizioso se è vero che prima di lui ci hanno provato Bassolino, Treu, Damiano, solo per citare alcuni ex ministri. Un progetto che dovrebbe ampliare la copertura di diritti per tanti lavoratori che oggi non ne hanno. Servirebbero più robusti ammortizzatori sociali che però costano.Comunque il 40° anniversario dello Statuto viene ricordato da Sacconi in Senato e separatamente dai sindacati. Cisl e Uil, all'auditorium di via Rieti e al cinema Capranica; la Cgil nel luogo dove undici anni fa fu ucciso dalle Br Massimo D'Antona. Tutti d'accordo sulla necessità di allargare il ventaglio delle tutele dei lavoratori con una riforma che però non vada a scalfire il pacchetto delle garanzie contenute nella legge 300. Ma il percorso non è uguale per tutti: Sacconi vuole arrivare a una riforma i tempi rapidi; Bonanni dice che il governo in questo momento farebbe bene ad occuparsi di altro e comunque dovranno essere le parti sociali a scrivere le regole; Epifani sostiene che cambiare lo Statuto significherebbe colpire i «capisaldi del diritto del lavoro sanciti dalla Costituzione»; Angeletti insiste perché le nuove norme tutelino chi tutele oggi non ha.

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