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Pescara, 20/04/2026
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Data: 21/05/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Regione, tagli dimenticati Il centrosinistra torna ad alzare la voce. Il Pd propone: «Stipendi come gli ultimi d'Italia» Acerbo (Rc): per cambiare bastano pochi minuti

Il consigliere regionale «Io prendo 2mila euro il resto va al partito»

PESCARA. C'è il Pd che vuole portare gli stipendi di consiglieri e assessori all'ultimo posto in classifica fra le regioni d'Italia e convoca una conferenza stampa (ore 11,30 consiglio regionale). E c'è il consigliere regionale del Prc Maurizio Acerbo che dice che se si vuole davvero tagliare gli emolumenti bastano pochi minuti.
I tagli dimenticati alle indennità d'oro fanno discutere dopo un anno di promesse e inutili buone intenzioni. Le due proposte di legge di Idv e Pd sono rimaste ai banchi di partenza, così come la bozza di riforma (vedi tabella accanto) del presidente del consiglio regionale Nazario Pagano (Pdl). L'altro ieri era intervenuto il consigliere comunale pd Moreno di Pietrantonio chiedendo ai rappresentanti del suo partito di dimezzarsi gli stipendi. Oggi subentra il consigliere regionale del Prc Maurizio Acerbo: «Se si volevano ridurre sul serio le retribuzioni bastava votare gli emendamenti presentati da Rifondazione e bocciati dall'aula». «Eviterei proposte poco serie come quella che si portino le indennità abruzzesi all'ultimo posto in classifica tra le regioni», riprende il consigliere Rc, «bisogna rendersi conto che è assurdo che un consigliere o un assessore regionale percepisca cifre così superiori anche rispetto a categorie come i primari o i docenti universitari». Ma Acerbo quanto prende? «Circa 2mila euro al mese perché ai sensi del nostro regolamento, da me proposto, il resto va al partito».
In attesa di conoscere da vicino la proposta del Pd, dalla manifestazione dei sindaci dell'Italia centrale contro i tagli del governo Berlusconi si fa sentire il segretario regionale Silvio Paolucci: «La giunta Chiodi sta facendo sprofondare l'Abruzzo verso il sud, mentre noi vogliamo imparare da un modello di sviluppo e di servizi sociali che è fra i migliori d'Europa, quello del centro Italia».

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