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Pescara, 20/04/2026
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22/05/2010
Il Messaggero
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Regione, i consiglieri del Pd si tagliano gli stipendi. Riduzione del 10 %. D'Alessandro: «Basta con le chiacchiere, vogliamo dare il buon esempio». Pagano spiazzato «Ma per maggio è troppo tardi» |
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PESCARA - Basta chiacchiere. Prendono le forbici e si tagliano il dieci per cento dello stipendio i consiglieri regionali del Pd, lo decidono giovedì pomeriggio mentre sulla tv sfila una ridda di ipotesi, Calderoli che annuncia il taglio del 5 per cento ai parlamentari e Tremonti che rilancia col dieci ai manager pubblici, stabiliscono che è il momento di dare una spallata e anche il buon esempio, perchè non è più il momento di aspettare Pagano di qua e Chiodi di là, si passano parola è non è che proprio tutti sprizzino felicità: ma il momento è quello che è e alla fine c'è il sì di tutti e sette. E ieri mattina nella sede del consiglio regionale di Piazza Unione i consiglieri del Pd firmano la lettera da inviare al presidente Pagano: rinunciano al dieci per cento sull'indennità e sull'indennità di funzione che si traducono in 600 euro nette al mese per consigliere, soldi che saranno destinati al capitolo di bilancio delle politiche sociali per aiutare le famiglie in difficoltà. E' un bel gesto, il primo di questo anno buio. E' un segnale che qualcosa si muove, che le chiacchiere non bastano più e soprattutto che non ingannano più nessuno. Per la maggioranza che traccheggia da un anno è mezzo tra proclami annunci e dichiarazioni di intenti, è uno spariglio. Spiazzati i pidiellini e spiazzato il presidente Pagano che solo nel tardo pomeriggio spedisce una lettera burocratica con le istruzioni per l'uso. Tutti comodamente adagiati sul comodo cuscino dell'interesse comune: la legge taglia-stipendi non si fa perchè non piace a nessuno, nè alla maggioranza nè all'opposizione, si sussurrava nei corridoi della politica. Vero, fino a due giorni fa. «Da oltre un anno avevamo presentato una proposta per tagliare le indennità dei consiglieri regionali parametrandole su quelle più basse d'Italia - annuncia il capogruppo Camillo D'Alessandro - proposta bocciata dal Pdl in attesa che venisse in commissione quella messa a punto da Nazario Pagano. Ma la montagna, nonostante il soggiorno della maggioranza a Rigopiano, non ha partorito il topolino». Seicento euro al mese in media per ogni consigliere, questa è la somma a cui rinunceranno i democrat, che moltiplicata per sette fa 4.200 euro e 50mila in un anno. «Fondi che destineramo al sociale - spiega la consigliera Marinella Sclocco - perchè siamo subissati da telefonate delle cooperative che non sanno come far fronte ai debiti visto che la Regione ritarda i pagamenti e le banche non anticipano più. I nostri soldi serviranno ad aiutare i disabili, gli anziani, le famiglie più bisognose che questa maggioranza abbandona al loro destino». Comincia il Pd a dare il buon esempio, tutte le opposizioni tanto per cominciare dovrebbero seguirlo a ruota lasciando a casa il dispetto e l'orgoglio, sulla maggioranza invece meglio non farci conto, sono dieci mesi esatti che gli uffici tecnici hanno preparato la proposta di legge per Pagano che però non ha intenzione di tirarla fuori dal cassetto. Eppure questa è la Regione più pagata d'Italia (secondo una classifica dei parlamenti regionali), più della Lombardia del Piemonte della Sicilia. I consiglieri abruzzesi che certo non brillano per produttività, sono pagati più dei primari dei rettori di un direttore di banca, di un docente universitario, più di un manager Asl e il doppio di un prefetto. Ma non rinunciano ai propri privilegi. Guadagnano cifre impensabili per qualsiasi lavoratore comune. Qualche esempio: il presidente di Regione guadagna 7.274,08 euro più l'indennità di funzione di 3.357,27 euro in tutto 10.631,35 euro. La stessa che guadagna il presidente del consiglio regionale. Mentre gli assessori allo stipendio base di 7.274,08 euro devono sommare un'indennità di funzione di 2.239,128 euro, in tutto quindi 9.512,26 euro. E anche il presidente di commissione somma allo stipendio di 7.274,08 euro una indennità di 1.678,63 euro. Ma i costi della politica non finiscono qui: perchè assessori e presidenti non solo hanno diritto alle auto blu, ma anche ai rimborsi chilometrici di ottocento euro forfettari. Perchè sia chiaro, fare l'assessore è una gran fatica (si fa per dire).
Pagano spiazzato «Ma per maggio è troppo tardi»
L'AQUILA - Arriva dopo molti ripensamenti la lettera di risposta molto tecnica del presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano: «La decurtazione richiesta - scrive Pagano - avverrà sull'importo netto percepito, dovendosi obbligatoriamente corrispondere le imposte sul lordo spettante. Ciò premesso, si fa presente che per il mese corrente, la decurtazione non può essere applicata alla fonte in quanto alla data della richiesta sono state già elaborate e trasmesse al Tesoriere per il pagamento le specifiche riguardanti i compensi mensili di maggio». Pagano invita però i consiglieri regionali del Pd a versare comunque le somme relative al mese di maggio direttamente al Tesoriere. «Si suggerisce, eventualmente, per il mese di maggio, l'effettuazione di un versamento diretto al Tesoriere regionale con specifica finalizzazione delle somme; somme che orientativamente oscillano tra i 400 e 450 euro per ogni consigliere, a seconda della funzione ricoperta». Per quanto concerne la proposta del Gruppo Consiliare del Pd di parametrare le indennità dei consiglieri regionali, assessori e presidenti, a quelle più basse in Italia, Pagano sostiene che «la Regione Abruzzo è collocata all'ultimo posto di dette percentuali, con il 65 per cento della indennità percepita dai componenti della Camera dei Deputati, insieme a Veneto, Toscana, Molise, Marche, Lombardia, Liguria, Lazio ed Emilia Romagna. Tale valutazione è stata, infatti, inviata al Gruppo consiliare del Pd a corredo della proposta di Testo Unico sulle indennità di consiglieri elaborata su indicazione dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale e consegnata ai gruppi consiliari già dal mese di settembre 2009». La lettera di Pagano si conclude con un riferimento ai contenuti della proposta di legge sulla riduzione delle indennità. «Detta proposta di Testo Unico, prevede invece un'ulteriore diminuzione del 10 per cento oltre ad una drastica riduzione del vitalizio e alla semplificazione e riorganizzazione dell'intera materia; pertanto, si tratta di un progetto di legge esaustivo e completo - conclude Pagano - che va oltre la semplicistica dichiarazione di allineamento delle indennità dei consiglieri abruzzesi a quelle più basse d'Italia dal Pd esposta agli organi di informazione». Peccato però che quella di Pagano sia ancora solo e soltanto una proposta, come da dieci mesi a questa parte. E quello del Pd è invece un taglio vero. La politica del fare, contro quella del fare ammuina.
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