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Data: 22/05/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Spunta il pedaggio per il raccordo anulare. Dimezzato il finanziamento ai partiti. Stretta sull'uso dei contanti per combattere l'evasione fiscale

ROMA Non solo i tagli alle retribuzioni di ministri e sottosegretari (del 10-15 per cento) e dei dirigenti (potrebbero fermarsi al 5 per cento al di sopra degli 80.000 euro). Il pacchetto della manovra correttiva dedicato ai costi della politica comprende anche il dimezzamento dei rimborsi elettorali che passerà da un euro a cinquanta centesimi a votante. Sul fronte strettamente fiscale ci sono ancora alcuni nodi da sciogliere, e si inseguono voci di una qualche forma di prelievo patrimoniale. È stata invece inserita nel decreto una norma che dà la possibilità all'Anas di applicare il pedaggio sulle autostrade gestite direttamente, tra cui il Grande raccordo anulare di Roma.
Per l'approvazione del decreto l'appuntamento resta in linea di massima a martedì, anche se non sono esclusi slittamenti legati alle turbolenze politiche. È attesa per le prossime ora una convocazione formale delle parti sociali.
La riduzione dei costi della politica e dell'amministrazione pubblica abbraccia quasi tutte le istituzioni e i settori della macchina statale. Al momento per ministri e sottosegretari è prevista una riduzione del 10-15 per cento del trattamento economico del 2010, che eventualmente (ma non è ancora certo) potrebbe essere estesa ai parlamentari. È previsto inoltre che gli eletti possano percepire solo un rimborso spese in caso abbiano ulteriori incarichi da parte della pubblica amministrazione: per i gettoni di presenza ci sarà un limite di 30 euro a seduta.
Nella pubblica amministrazione le spese per consulenze e mssioni dovranno essere ridotte del 50 per cento, quelle per convegni e sponsorizzazioni dell'80. Anche per la formazione le uscite saranno dimezzate, mentre per le autovetture di servizio è prevista la limitazione della cilindrata a 1.600 centimetri cubici. Queste misure non riguarderanno direttamente le Regioni, le quali però si vedranno trattenere una quota del 5 per cento dei propri trasferimenti, che sarà di nuovo resa disponibile per quelle che si adegueranno alla cura dimagrante.
I bilanci dei ministeri subiranno un ulteriore taglio lineare del 10 per cento, dopo le decurtazioni decise con la manovra del 2008; le leggi di spesa i cui stanziamenti non siano state utilizzate tra 2007 e 2009 vengono abrogate, e i relativi proventi andranno ad abbattere il debito pubblico.
Il capitolo della soppressione degli enti è in corso di revisione, forse anche a seguito delle proteste che continuano ad arrivare dagli interessati: nel mirino ci sono Isae, Isfol, Ias, Ice (che sarebbe assorbito dal ministero degli Esteri) l'Ente italiano montagna e una lunga serie di realtà minori.
Per la generalità dei dipendenti pubblici è previsto per tre anni il blocco di fatto delle retribuzioni al livello del 2010; il rinnovo dei contratti è sospeso nello stesso periodo e vengono anche recuperati gli stanziamenti per l'indennità di vacanza contrattuale aggiuntivi rispetto a quella già in godimento. Gli scatti di anzianità e gli altri automatismi sono congelati per tre anni. I dirigenti dovrebbero subire una decurtazione pari al 5 per cento per le retribuzioni superiori a 80.000 euro. Questa norma però è oggetto di attento esame per la possibile incostituzionalità, visto che interverrebbe su contratti sottoscritti.
Il blocco del turn over di personale, e dunque delle assunzioni, è prolungato fino al 2013 ed esteso a settori che godevano di eccezioni. Ad esempio le università (il risparmio sarebbe di 24 milioni nel 2011 e di 300 a regime) e gli enti di ricerca. Vengono sospese fino a tutto il 2013 le norme sui premi di risultato messe a punto dal ministro della Funzione pubblica Brunetta.
Sul fronte previdenziale, l'ipotesi base prevede il passaggio a due finestre di uscita all'anno per la pensione di vecchiaia e una per la pensione di anzianità. Ma esiste anche una versione più estrema della norma che stabilisce una sola finestra all'anno per tutte le tipologie di uscita dal lavoro. Entrerà nel pacchetto la nuova stretta sulle pensioni di invalidità e l'introduzione di un limite di reddito per l'indennità di accompagnamento.
C'è poi la parte relativa alle entrate. Pare confermato il piano di regolarizzazione delle unità immobiliare non accatastate; il ministero dell'Economia avrebbe messo in cantiere una stretta fiscale sui fondi immobiliari. Nel pacchetto anti-evasione sarà probabilmente incluso un passo indietro rispetto alle scelte fatte nel 2008 in tema di uso del contante. Allora il governo di centro-destra riportò a 12.500 euro la soglia oltre la quale è vietato il trasferimento di contante e l'emissione di assegni trasferibili, che l'esecutivo Prodi aveva abbassato a 5.000 euro: ora invece la soglia dovrebbe essere riportata verso il basso. Infine resta sullo sfondo qualche provvedimento fiscale straordinario: si parla, ma la voce non trova conferma, di una forma di prelievo patrimoniale.

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