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Pescara, 20/04/2026
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Data: 22/05/2010
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Matteoli: mai avuto conti occulti. E Bondi: «Vivo in un Paese barbaro» I due ministri smentiscono le notizie su disponibilità di denaro su conti esteri a loro riconducibili

ROMA - «Non ho, nè mai ho avuto conti aperti nè disponibilità in banche estere, tantomeno in filiali di banche italiane operanti in Lussemburgo. Non possono dunque esistere operazioni bancarie direttamente o indirettamente a me riconducibili, ovvero a persone a me collegate». Lo afferma il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli smentendo la notizia pubblicata oggi su alcuni quotidiani secondo la quale ci sarebbe un conto riconducibile al Ministro in una banca operante in Lussemburgo. «Quanto riportato da alcuni quotidiani è quindi assolutamente falso e calunnioso, specie per me che all'estero non ho mai messo piede in una banca. Ho già dato mandato al mio legale di proteggere il mio buon nome in ogni sede».
IL COLLABORATORE COINVOLTO - Il nome di Matteoli era comparso nell'ambito dell'inchiesta su «appaltopoli» (la gestione degli appalti per i grandi eventi) in relazione al coinvolgimento di un suo collaboratore, Ercole Incalza, capomissione delle Infrastrutture. Incalza secondo i magistrati perugini sarebbe stato indiretto destinatario di una serie di assegni circolari da 10mila euro l'uno, per un totale di 520mila euro, versati dall'architetto Angelo Zampolini, già coinvolto nella vicenda dell'acquisto di un appartamento da parte dell'ex ministro Claudio Scajola e collaboratore dell'imprenditore Diego Anemone, al centro dello scandalo.

BONDI: «PAESE BARBARO» - Anche il ministro Sandro Bondi, citato da alcuni quotidiani come persona coinvolta in movimenti sospetti di denaro all'estero, ha preso posizione: «Sapevo di vivere in un paese barbaro e incivile almeno per le persone oneste, ma non fino a questo punto». «Apprendo oggi su Libero - scrive Bondi in una nota - che il mio nome figurerebbe in una inchiesta su movimenti bancari transitati per una filiale di Unicredit a Lussemburgo. Si tratta di una notizia semplicemente comica. Purtroppo so bene che quando i fatti saranno accertati sarà sempre troppo tardi per rendere giustizia alla mia onestà. Comunque - conclude Bondi - in riferimento alle notizie riportate oggi sui quotidiani Libero e Il Fatto, gli autori delle calunnie ne risponderanno presto in tribunale».

LA DIFESA DEL PDL - In difesa di Matteoli si è schierato il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, che parla di attacchi «assurdi» legati a vicende «strampalate e fuori dalla realtà». Lucio Malan, senatore del Pdl, prende invece posizione a sostegno di Bondi, spiegando che «è vergognoso il fango che viene gettato su Sandro Bondi» perché «per le persone oneste come lui la vita è spesso difficile in Italia, specialmente in politica».

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