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Pescara, 20/04/2026
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Data: 23/05/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
La Regione non ha soldi per la bimba disabile. Ma per le auto blu nuove ha appena speso 700 mila euro. La rabbia dei genitori

PESCARA - Proviamo a immaginare. Come si sentono una madre e un padre, quanto è grande la rabbia lo sconforto la fatica, proviamo a immaginare come ci si sente se lì accanto a loro c'è una bimba che adesso bimba non è più perchè ha vent'anni ma il cervello di un neonato che non parla che non studia e non lavora e non ha amici perchè non può per colpa di un esame che la Asl non le ha fatto. Come sale la ribellione e il rifiuto e anche il disgusto quando quella mamma e quel papà leggono che l'auto è vecchia perchè ha tre anni e 190 mila chilometri sulle spalle e quindi via le Thesis e benvengano le nuove fiammanti Audi A6 che costano 700 mila euro machisseneimporta tanto non pagano loro, e gli stipendi non se li tagliano perchè basta la parola e poi tanto si campa di rendita, i proclami servono a questo. Proviamo a immaginare tutti, il presidente della Regione gli assessori e i consiglieri lo facciano insieme a noi, dice l'avvocato Domenico Colletti che appena due mesi fa si è sentito rispondere da quella Regione, la stessa che cambia le auto vecchie di tre anni, che i soldi per risarcire una bimba infelice, «quella vita segnata per sempre» come l'ha definita il tribunale di Pescara, non ce li ha: «Il capitolo di spesa del bilancio regionale di previsione 2010 n.321906, è al momento privo di fondi».
E' nata il 29 giugno 1990 all'ospedale di Pescara quella bimba che chiameremo Valentina insieme a una sorella gemella più fortunata: a causa di un esame enzimatico che la Asl omette di praticarle, un normale screening neonatale che le avrebbe permesso di crescere sana e normale, Valentina diventa una bimba con un gravissimo handicap. «La straordinaria severità del danno alla persona patito da Valentina - scrive il tribunale di Pescara - è riassunta dalle perizie nella menomazione dell'integrità psicofisica prossima al cento per cento, la pressochè totale incapacità al lavoro e alla vita di relazione, la sofferenza di grado elevato, la necessità di assistenza continua». Quella di Valentina è per il giudice «una giovane vita segnata per sempre», per questo ottiene una condanna della Gestione liquidatoria della Asl di Pescara a un milione e mezzo di euro più 300 mila euro di risarcimento per ognuno dei genitori. «Proprio in questi giorni - racconta l'avvocato Colletti del Tribunale per i diritti del malato - ho ricevuto dalla giunta regionale, la raccomandata con cui mi si certifica che non ci sono fondi. Non ci sono soldi, dice la Regione, per un caso di malasanità che ha colpito una famiglia in modo così ingiusto e violento, ma ci sono per le auto blu, per i tanti privilegi di cui godono i politici». Ecco, provate a immaginare cosa si prova in cento altre famiglie come quella di Valentina: «Bastava un esame enzimatico - racconta l'avvocato - Un esame che avrebbe consentito a Valentina di salvarsi attraverso una banalissima dieta a basso contenuto proteico che permette di evitare le gravissime complicanze della Pku, la fenilchetonuria». Ma la Asl non era attrezzata per quel tipo di esame nè nessuno pensò di commissionarlo altrove: girarono la testa dall'altra parte mentre Valentina andava incontro al suo destino atroce. Ecco, i costi della politica, le auto blu gli stipendi d'oro dei consiglieri regionali fanno pensare a questo: a quante declinazioni diverse ha la vita, di qua un'auto che dopo tre anni è vecchia, di là una bimba di vent'anni che aspetta invano il risarcimento alla sua disperazione.

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