ROMA. Una maxi sanatoria per gli abusi edilizi. Il ripristino dei ticket sanitari di 7 euro e mezzo sulle visite specialistiche. In pensione più tardi i lavoratori pubblici e privati. Il raddoppio da tre a sei mesi dei tempi di attesa per ottenere la liquidazione. Blocco del contratto e del turn over del pubblico impiego.
E ancora: limiti di reddito per l'indennità di accompagnamento; sforbiciata dell'8% sulle spese di ministeri, Regioni ed enti locali; blocco di stipendi ai magistrati, poliziotti e professori universitari, tagli a quelli dei ministri, parlamentari e dirigenti pubblici.
Soppressione di alcuni enti come Difesa SpA. Sono i punti centrali della manovra da 27,6 miliardi per il biennio 2010-2011 che Tremonti ha presentato a Berlusconi e che potrebbe essere approvata martedì dal consiglio dei ministri. Una cura da cavallo racchiusa in 119 articoli e corredatia da un disegno di legge che prevederà un nuovo condono edilizio da 6 miliardi, controlli sul contante (introdotti da Prodi e cancellati dall'attuale governo) e stretta sull'evasione fiscale.
Tornano i ticket. Dal 1 luglio per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, i cittadini dovranno pagare una quota fissa per ricetta di 7,5 euro. Anche chi è esentato a qualsiasi titolo sarà costretto a un esborso di 3 euro a ricetta. Dal 1 gennaio 2011 le quote fisse dovrebbero essere ridotte rispettivamente a 6 e 2 euro. Il taglio alla sanità sarà di 2 miliardi e mezzo. Prevista l'istituzione dei centri di acquisto regionali.
In pensione più tardi. I lavoratori del settore pubblico e privato, che dal prossimo anno maturano il diritto alla pensione di vecchiaia entro il primo semestre dell'anno, potranno andarci solo dal 1 gennaio dell'anno successivo. Quelli del secondo semestre, dal 1 luglio dell'anno successivo. In pratica vengono dimezzate le finestre: tutti andranno più tardi in pensione consentendo un «risparmio» di 1,6 miliardi.
Niente contratti e tagli. I rinnovi del personale dipendente delle pubbliche amministrazioni sono congelati, senza possibilità di recupero così come tutti gli automatismi retributivi. Sarà corrisposta un'indennità di vacanza contrattuale (circa 8 euro a lavoratore è stato calcolato dai sindacati) a partire da quest'anno. Bloccati anche per il triennio gli aumenti per magistrati, professori universitari e poliziotti. Per il personale tecnico amministrativo della scuola (Ata) gli anni dal 2010 al 2012 non sono utili per la maturazione delle posizioni di stipendio e dei relativi incrementi: stop dunque agli scatti. Dal 1º gennaio 2011 i trattamenti economici complessivi superiori a 75mila euro lordi annui saranno ridotti del 10% (ma c'è il rischio dell'incostituzionalità). Stessa decurtazione per ministri e parlamentari. Sforbiciata del 5% anche per gli stipendi dei dirigenti pubblici. Previsti nel complesso tagli per 4 miliardi a Regioni e Comuni.
Precari a casa. Viene applicata una tagliola del 50% alle disponibilità degli enti pubblici che hanno necessità di assumere personale a tempo determinato. Stessa percentuale per quelle amministrazioni che vorranno avvalersi di personale con contratti di formazione lavoro. Con la rimodulzione del patto di stabilità interno si vuole assicurare la riduzione delle spese di personale e congelare la contrattazione integrativa. Agli enti pubblici con spese di personale pari o superiore al 40% delle spese correnti è vietato assumere.
Invalidi e redditi. Stretta sugli accompagnatori degli invalidi e non autosufficienti: l'indennità non spetta a coloro che possiedono redditi personali superiori ai 25 mila euro annui. Nel triennio 2010-2012 l'Inps effettuerà 100mila verifiche a caccia di falsi invalidi. Prevista la cancellazione degli enti previdenziali minori.
Salvi gli abusivi. Sei miliardi arriverebbero da un maxi condono edilizio (il quarto dei governi Berlusconi) insieme a a una sanatoria degli immobili fantasma. Un colpo di spugna che renderebbe legali due milioni di edifici, ville, capannoni, palazzine, ma anche interi quartieri, costruiti in questi anni in spregio delle norme edilizie dei comuni spesso su aree a rischio idrogeologico, sismico e vulcanico.