ROMA - Il pedaggio sul grande raccordo anulare? A Roma sono tutti contrari, destra e sinistra. Con una postilla, però. Coniata da Maurizio Leo, assessore comunale al Bilancio: «Se mai si dovesse fare, e sottolineo se, parte delle risorse dovrebbero andare al Comune di Roma, per ripagare le spese che sosteniamo ogni giorno per accogliere migliaia di auto provenienti da fuori città», sostiene Leo.
Negli ultimi anni questo tema è diventato una sorta di tormentone, buono per tutte le stagioni. Ma stavolta l'introduzione di un pedaggio sul Gra - per chi è diretto o proviene dalla rete autostradale - è un'ipotesi percorribile, in tempi di vacche magre per le finanze pubbliche. La possibilità di mettere a pedaggio di tratte stradali con caratteristiche di autostrade, infatti, è già prevista nella Finanziaria per il 2010, con un gettito calcolato di circa un miliardo di euro.
Il progetto dell'Anas è vecchio ormai di qualche anno (varato nel 2003), ed è stato a più riprese riproposto da alcuni esponenti politici non romani, in primis il vice ministro delle Infrastrutture Roberto Castelli. Ma la sua applicazione è stata finora scongiurata dalla posizione unanimemente contraria della classe politica della Capitale, preoccupata dall'impatto negativo che avrebbe sull'opinione pubblica.
Il pagamento del pedaggio, secondo il piano, non riguarderebbe le uscite urbane del Gra (anche perché un'idea del genere provocherebbe la prevedibile paralisi della circolazione), ma le quattro barriere già esistenti che lo connettono al sistema autostradale: Roma Nord (direzione Firenze-Napoli), Roma Est (L'Aquila-Pescara), Roma Sud (verso Napoli), Roma Ovest (Civitavecchia). A pagare, insomma, non sarebbero i romani, che utilizzano l'arteria per spostarsi in città. A sborsare la tariffa sarebbe chi viene da fuori, o è diretto lontano da Roma, che dovrebbe aggiungere al casello una "tariffa raccordo" (probabilmente un euro) al normale pedaggio dovuto per il tragitto autostradale. Con qualche controindicazione: la voglia di evitare il dazio potrebbe intasare ancor di più le consolari. Per esempio, un'automobilista proveniente da Orte potrebbe decidere di evitare la barriera di Roma Nord, uscendo a Fiano Romano e proseguendo verso la Capitale sulla Salaria.
Ma a Roma la speranza è che anche questo assalto al raccordo anulare vada a vuoto. «Speriamo di no - commenta la governatrice Renata Polverini, quando le si pone l'ipotesi pedaggio - Auspichiamo tutti che non sia così». Duro Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma: «In un momento di grave crisi economica e sociale per le famiglie del nostro territorio, la sola idea di introdurre balzelli per accedere a una grande e fondamentale arteria della nostra provincia è fuori dal mondo», attacca Zingaretti.
Contrario all'ipotesi anche il Campidoglio: «Come già è stato detto in altre occasioni, anche dal sindaco Alemanno, un pedaggio sul Gra è inaccettabile e impensabile - sostiene Sergio Marchi, assessore alla mobilità del Comune di Roma - Perché si tratta di una via di collegamento ormai interna alla città di Roma e a servizio dei cittadini romani». Ma L'assessore capitolino Leo, atteso dal difficile varo del bilancio 2010, vede una possibile opportunità per dare ossigeno alle esangui casse di Palazzo Senatorio, «che servirebbe ad affrontare le spese che tutti i giorni la città sostiene per accogliere centinaia di migliaia di persone che non risiedono nel nostro Comune, ma che usufruiscono dei servizi cittadini».