ROMA. La richiesta del tecnico Tremonti di una manovra decisa e in linea con l'Europa è giusta e comprensibile, ma bisogna anche contemperare il rigore con la necessità di tenere alta la popolarità del governo. E' il ragionamento di Berlusconi che ha avviato una mediazione mentre si apre una settimana decisiva per l'intervento fiscale che l'esecutivo si appresta a mettere in campo e sul quale ci potrebbe esserci anche un primo giro di tavolo già domani in Consiglio dei ministri. Il frutto di questo ragionamento, dopo che Berlusconi aveva promesso che la manovra «non sarà punitiva», inizia a vedersi nelle ultime indiscrezioni sulle misure del provvedimento: che vedono il condono edilizio perdere quota rispetto a un rafforzamento della lotta all'evasione, all'ipotesi che sparisca il tetto a 25.000 euro per l'indennità in favore di chi assiste persone non autosufficienti e allo stop sui ticket sanitari. In settimana, come spiega il ministro Brunetta, sulle nuove misure da varare ci saranno «riunioni importanti a tutti i livelli, parlamentare, politico e sindacale». Aiuteranno il presidente del Consiglio a trovare la sintesi per una manovra bilanciata tra la necessità di rigore e le aspettative dei cittadini. Andrea Ronchi e i finiani chiedono con forza: «E' auspicabile che Berlusconi coinvolga tutto il Pdl e la coalizione» dice Bocchino.
LE IPOTESI. Tramonta l'ipotesi di un condono edilizio e si rafforza invece il pacchetto antievasione. Depennata l'indiscrezione sui ticket sanitari: gli eventuali risparmi sulle spese delle Regioni potrebbero riguardare altre voci. Rientra poi anche un'altra misura che aveva già sollevato polemiche: l'introduzione di un tetto di reddito per le indennità di accompagnamento che andava a colpire le famiglie con disabili o anziani non autosufficienti. Sono alcune delle limature alla manovra. Esce dunque il condono edilizio, che avrebbe dovuto dare un gettito da 5 miliardi. Il gettito dovrebbe arrivare da un corposo pacchetto di lotta all'evasione fiscale e nel settore dei giochi. Tutto verrà puntato sulla tracciabilità dei pagamenti e delle fatturazioni. Ruolo di primo piano anche per il nuovo redditometro, lo strumento fiscale che misura lo scostamento tra consumi e redditi, che dovrebbe entrare in vigore dal 1° gennaio 2011. Si valuta anche l'estensione dell'inversione dell'onere della prova, misura già sperimentata nell'ultimo anno nella lotta all'evasione fiscale internazionale. Chi detiene capitali all'estero sconosciuti al fisco deve dimostrare che non sono frutto di evasione. Si rafforzano poi i controlli contro i giochi clandestini. Come sanatoria resterebbe in piedi quella sugli immobili fantasma, che consentirebbe un'accelerazione, attraverso un concordato, della regolarizzazione dei 2 milioni di immobili. «Le case fantasma non sono solo quelle non accatastate ma anche quelle che sfuggono al fisco perché coperte da un'ampia rete di protezione» commenta la Confedilizia, riferendosi ai fondi immobiliari. Sul fronte del welfare resta il giro di vite sulle pensioni di invalidità ma sarebbero saltati i tetti di reddito (25.000 euro per i single e 38.000 per le coppie) per gli assegni di accompagnamento. La misura aveva già scatenato le proteste delle associazioni che assistono i disabili e comunque avrebbe incontrato, secondo fonti della maggioranza, resistenze in Parlamento. Più morbida la chiusura di una o più finestre per le pensioni di anzianità e vecchiaia. Verrebbero esclusi dallo stop coloro che hanno maturato 40 anni di contributi, nonché le persone in mobilità o in cassa integrazione. Allo studio la razionalizzazione degli enti previdenziali con l'assorbimento di alcuni piccoli istituti nell'Inps. Conferme arrivano per il congelamento del rinnovo dei contratti nel pubblico impiego e per il mantenimento della tassazione agevolata al 10% sui premi di produttività.
Bersani: il governo non ci mette la faccia
Visco: tolsero subito le mie norme antievasione. Prodi: e l'Ici ai ricchi
ROMA. «C'è bisogno di una manovra dura e difficile. Temo che il governo non voglia metterci la faccia e affrontare il problema strutturale»: così il leader del Pd, Pierluigi Bersani, sulla manovra. «Riceviamo troppi messaggi edulcorati. Sentendo alcuni Tg pare che non arrivi una manovra economica ma Babbo Natale».
«Se Berlusconi ci mette la faccia, valuteremo» dice Massimo D'Alema, che però precisa: «Non possiamo votare una manovra con i ticket», mentre «un condono, l'ennesimo, per noi sarebbe indigeribile. Sento dire che dentro potrebbero finire norme contro l'evasione fiscale. Sarebbe un fatto positivo. Ma dobbiamo leggere le carte. Dove sono?».
Romano Prodi invita Tremonti a «non squilibrare ulteriormente la distribuzione del reddito» e ricorda che Berlusconi abolì «l'Ici anche per le categorie di reddito più elevate», «ogni suggerimento di usare le imposte a scopo redistributivo viene ritenuto un modo illegittimo di mettere le mani in tasca agli italiani». Si abbia il coraggio di essere impopolari, aggiunge spiegando che «il necessario sacrificio di 20mila dipendenti pubblici» non sarà decisivo per risanare le finanze pubblicjhe.
Duro il giudizio dell'ex ministro Vincenzo Visco, Pd, ?padre' della tracciabilità dei pagamenti («ci fu un aumento di gettito clamoroso da un anno all'altro»), che ricorda come fu demonizzato, lui e il governo Prodi, e che subito il governo Berlusconi abolì le misure anti-elusione. «C'è una assoluta disparità di trattamento fiscale tra i redditi che hanno la ritenuta alla fonte e gli altri che non sono tracciabili. Oggi le nuove tecnologie consentono di superare queste disparità e riportare giustizia».
Visco dice anche che «potrebbe essere introdotto il divieto di pagamenti in contanti con il settore pubblico, una cosa alla quale stavo lavorando. E poi facciamo un conto: un'operazione come quella di Scajola anzichè 80 assegni ne avrebbe richiesti 160...».
E Cesare Damiano si augura che non finisca in una manovra «lacrime e champagne».