Fatturato per oltre 200 milioni In Italia hanno la leadership dei privati De.A. il colosso inglese è arrivato in Italia nel 2002. Da allora ha conquistato 11 aziende, oggi tutte con i bilanci in attivo, collocate in quattro Regioni del nord: Lombardia, Friuli, Piemonte e Liguria. Produce 68,8 milioni di chilometri l'anno con 1.757 autobus e 2.067 dipendenti e un fatturato che nel 2008 ha toccato i 201,6 milioni. Ora Arriva Italia partecipa alla gara per la gestione dei treni dei pendolari in Piemonte e guarda alla possibilità di altre acquisizioni in vista dell'applicazione della gara a doppio oggetto che permetterà alle amministrazioni pubbliche di mettere sul mercato il 40% delle loro Spa. L'Opa di Deutsche Bahn non dovrebbe - almeno stando alle dichiarazioni ufficiali del management tedesco cambiare la strategia in Italia. È il gruppo privato Sab il primo mattone messo dal marchio inglese in Italia. Nel 2002 il capitale dell'azienda bergamasca è passato al 100% nelle mani di Arriva. Vanta bilanci in attivo e ricavi per 37,5 milioni: dal 2005 gestisce il servizio di trasporto pubblico extraurbano della Provincia di Bergamo attraverso le società consortili Bergamo Trasporti Est, Ovest e Sud di cui detiene il 62% del capitale. Fornisce inoltre servizio nella rete urbana di Bergamo, il cui contratto di servizio è gestito da Atb. Nella stessa tornata di shopping, quella del 2002, rientra anche l'acquisizione della Sia (Società italiana autoservizi) e della Saia Trasporti che gestiscono il servizio extraurbano della Provincia di Brescia. La Sia è presente anche nell'urbano di Brescia, mentre la Saia opera a Desenzano. Sotto il controllo al 100% di Arriva andò anche la Sai di Lecco, trasporto urbano ed extraurbano lecchese. Sempre nel 2002 il gruppo inglese acquistò l'8O per cento della Rtl, attiva nella Provincia di Imperia. A questi si aggiunse il 49% della Km Spa, rete comunale ed extraurbana a Cremona (l'altro 51% è della Aem Spa di Cremona) e il 40% della Trieste Trasporti, attiva nel capoluogo friulano anche nei collegamenti con la provincia e controllata con il 60% delle quote dall'Azienda per la Mobilità Territoriale (Amt). Insomma, la prima trancile di acquisti ha reso al colosso inglese il controllo di buona parte del Tpl del nord Italia. Successivamente la conquista è proseguita con ritmi più lenti. Nel 2004 Arriva è entrata in possesso del 60% della Saf di Udine, attiva nei collegamenti extraurbani con 467 bus e 58 milioni di fatturato (il 40% è in mano alla Saita e all'Atm di Udine). Nel 2005 dalla Lombardia e dal Friuli ha allargato il campo d'azione al Piemonte. Il gruppo inglese ha comprato il 100% della Sadem, che serve la Provincia di Torino e una parte della Valle d'Aosta con un fatturato di 15 milioni, e il controllo totale della Sapav che pure opera nei collegamenti extraurbani della Provincia di Torino (16,7 milioni di fatturato). Infine, l'ultimo mattone nel 2007 con una joint venture per il 24,5% di Asf Autolinee di Corno, nata con l'entrata al 49% di Omnibus Partecipazioni Sri, costituita da Sab Autoservizi e Fnm in Spt linea mediante aumento del capitale sociale; la Spa gestisce reti urbane ed extraurbane a Corno e Lecco. -