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Data: 25/05/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Letta: sacrifici duri, spero provvisori. Napolitano: gli interventi siano equi. Il Quirinale: l'opposizione condivida le misure nel comune interesse

ROMA Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, è perentorio e non fa sconti. «La manovra che il governo varerà conterrà una serie di sacrifici molto pesanti, molto duri, che siamo costretti a prendere, spero in maniera provvisoria, con una temporaneità anche già definita, per salvare il nostro Paese dal rischio Grecia. Capiamolo così e ci capiamo tutti», dice, intervenendo a L'Aquila dove ha partecipato all'inaugurazione di un call center. Toni e parole più duri di quelli pronunciati di prima mattina dal portavoce Paolo Bonaiuti che ha cercato di rassicurare gli italiani che «non si metteranno le mani nelle loro tasche perchè non ci saranno nuove tasse, ma solo la riduzione delle spese dei ministeri, che dovranno essere concordate con i responsabili dei dicasteri», pur spiegando che per l'Italia «è arrivato il momento dei sacrifici». Saranno questi gli argomenti che sosterrà Berlusconi che, a quanto pare, vuole spiegare in prima persona la manovra al Paese. E lo farà evidenziando gli aspetti positivi, piuttosto che quelli negativi e insistendo sul concetto che la manovra è necessaria ed è dettata dal senso di responsabilità del governo, oltre che dagli impegni assunti in Europa.
Si parte dall'assunto, spiega Bonaiuti, che «in un periodo di riduzione generale delle spese è giusto che chi guadagna di più dia un segnale equo al Paese». Ma si eviteranno, come aveva assicurato anche il premier nel fine settimana, «interventi di macelleria sociale». Non è più il momento, comunque, di nascondere l'entità degli interventi che il governo dovrebbe varare già stasera, nel Consiglio dei ministri, per poi sottoporli alle parti sociali.
Anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a Washington, in attesa di incontrare oggi Barack Obama, chiarisce che «è urgente ridurre il debito pubblico in tutta Europa» e che per farlo «occorrono sacrifici distribuiti con equità tra i cittadini». Il che, a detta del Capo dello Stato, dovrebbe comportare automaticamente che maggioranza e opposizione «condividano per il bene del Paese le decisioni che- insiste Napolitano- il governo dovrà prendere responsabilmente».
E se l'opposizione chiede a Berlusconi di «mettere la faccia» sulla manovra, Gianni Letta risponde positivamente e ammette che «occorre fare di tutto per evitare il rischio di finire come la Grecia e per difendere l'euro». Oggi, dunque, sarà Berlusconi a illustrare i tagli, dopo che la consulta economica del Pdl, della quale fanno parte i ministri, i capigruppo e i coordinatori del partito ha dato un sostanziale via libera. Non senza aver dibattuto vivacemente con il ministro dell'Economia Tremonti sulla linea del rigore sulla quale non transige, che si poggia su tre pilastri: decurtazione del dieci per cento degli stipendi ai manager pubblici, finestre di accesso alle pensioni, tracciabilità del contante. La discussione è stata molto accesa, raccontano, con un filo diretto con Berlusconi, che è rimasto ad Arcore. E su questi punti sono ancora possibili mediazioni che potrebbero portare a ulteriori limature. Fredda, per ora, in attesa di poter conoscere i contenuti, l'opposizione che, al momento con il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, già definisce la manovra «un pasticcio che non ha nulla di strutturale e che, quindi, non ci metterà al sicuro in termini di finanza pubblica».

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