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Data: 25/05/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Proroga detassazione, in Consiglio un coro di sì. L'Assise approva all'unanimità. Chiesta la sospensione fino al 30 giugno 2011

«Non bisogna chiedere la luna altrimenti si rischia di non ottenere niente». Gianni Chiodi ha chiesto di andare a Roma con le idee chiare, ieri, in occasione del Consiglio comunale straordinario dedicato al problema delle tasse. Una seduta alla quale erano stati invitati tutti i parlamentari abruzzesi, rappresentati invece da uno sparuto gruppo: Paola Pelino, Giovanni Lolli, Marcello De Angelis, Pierluigi Mantini, per i quali la battaglia non sarà facile. Indice puntato contro gli assenti e occhi puntati dei comitati in platea. Lunga la lista delle richieste contenute in un documento poi modificato e approvato all'unanimità: la proroga della detassazione fino al 30 giugno 2011 con rateizzazione dei rimborsi dovuti; congelamento dei mutui per case inagibili; proroga della Cigs per un anno e azzeramento delle spese fisse sulle bollette fino al ritorno dell'agibilità per l'edificio; creazione di un "confidi di Stato"; congelamento per cinque anni delle imposte e dei contributi iscritti al ruolo Equitalia e cancellazione delle sofferenze bancarie post sisma; modifica degli studi di settore. Il documento sarà inviato al Consiglio provinciale per l'approvazione e ai Comuni del cratere, come chiesto dalla vice presidente del Consiglio provinciale, Stefania Pezzopane.
Chiodi ha condiviso l'atto: «Valutiamo, però, se è il caso di chiedere per tutti l'esenzione o solo per alcune fasce». Sulla Zona franca, Chiodi ha bacchettato gli ingrati: «Non possiamo prima fare una battaglia per averla e poi delegittimarla. Guardate che in Europa ci sono anche altre zone che, pur non avendo avuto il sisma, stanno messe peggio di noi». «Stiamo assistendo 33 mila persone - gli ha fatto eco il sindaco Massimo Cialente - una situazione di emergenza tale dove la troviamo in Europa?». Chiodi ha riferito di aver parlato con Berlusconi e Letta sul problema tasse: «Il ministero dell'Economia invece rifiuta gli incontri». Per il commissario «sarebbe già una vittoria avere una sospensione fino a fine anno. Sulla creazione di una Confidi di Stato, Chiodi ha spiegato che la legge 77 prevede che può essere stabilita l'istituzione nel fondo di garanzia dello Stato per la concessione di fondi per piccole imprese. Sugli studi di settore, ha suggerito di chiederne l'esclusione per l'Aquila per due anni. Alcuni dei suggerimenti sono stati recepiti dal Consiglio comunale che ha modificato il documento inserendo la possibilità di un regime fiscale proporzionale in luogo del progetto pilota a due aliquote e la richiesta di applicare la legge 79 in luogo della creazione di un Confidi e l'esclusione per tre anni degli studi di settore per tutti i Comuni del cratere. Durante il suo intervento, Chiodi ha chiesto la convocazione di un Consiglio comunale sulla ricostruzione. Ha inoltre aggiunto che la prossima settimana la Regione destinerà 122 milioni di euro al Comune. Anche Mantini ha invitato a ridimensionare le richieste alla luce della difficile situazione europea proponendo di guardare anche ad altri strumenti quali i fondi immobiliari pubblici controllati dalla Banca d'Italia utilizzati per progetti complessi. Ha proposto inoltre la creazione di una commissione parlamentare di inchiesta sulla Ricostruzione. Secondo Lolli, il problema più grande è quello della restituzione delle tasse visto che è di 250 milioni l'anno il gettito del cratere iscritto in bilancio che il ministero del Tesoro dovrà coprire. Angelo Mancini ha rilevato che il Comune, nel documento, chiede il congelamento di tutte le imposte locali, mentre in bilancio le iscrive come entrate. Luca Ricciuti ha cercato di fugare i dubbi sulla Zona franca finanziata con 45 milioni di euro per 5 anni spiegando che «il 70% delle risorse andrà alle partite Iva del territorio». Giorgio De Matteis ha parlato di una riprogrammazione del nucleo industriale tesa ad attrarre nuovi insediamenti. La Pelino ha tentato di rassicurare affermando che L'Aquila non è passata in secondo piano. Cialente non ha potuto fare a meno di rilevare che si continuano invece a produrre ordinanze monche, sottolineando che i progetti E sono bloccati: «E se la Corte dei Conti vuole ragione sui ritardi e sugli aggravi di costi su autonoma sistemazioni e alberghi? Forse si vuol far credere che gli enti locali sono inetti e sfaticati, ma non è così».

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