PESCARA - Lotta dura all'evasione fiscale e tagli netti agli sprechi e ai costi della politica, per recuperare risorse a sostegno delle attività produttive e al sociale: sono i cardini con cui la Cisl lancia un appello forte alla Regione, affinché acceleri il passo di fronte a una crisi che continua a macinare stipendi e posti di lavoro e alla manovra finanziaria del governo centrale che rischia di indebolire ancor di più i redditi di lavoratori dipendenti e pensionati. «Si deve cambiare passo e cultura», ha detto ieri Maurizio Spina, segretario regionale Cisl, snocciolando i dati della crisi che nel primo quadrimestre di quest'anno non frena. Il ricorso alla cassa integrazione nei primi quattro mesi 2010 è aumentato in Abruzzo del 23,40% (11.401.483 ore, a fronte di 9.239.725 del primo quadrimestre 2009). Solo ad aprile sono stati 38.516 i lavoratori che hanno usufruito degli ammortizzatori sociali, ovvero 11.580 in più del 2009, mentre il tasso di disoccupazione è schizzato al 9,1% (a fronte di una media nazionale dell'8,8%). «I dati sulla cassa integrazione e la disoccupazione continuano a crescere - dice Spina -, e sono soprattutto le piccole e medie aziende a fare fatica a inserirsi nella ripresa, perché hanno maggiori problemi strutturali e stanno cominciando a effettuare licenziamenti».
A dare la misura della fase B della crisi e dell'sos delle piccole imprese sono i numeri di aprile della cassa integrazione straordinaria (+103,75%) e in deroga (+485,9%), mentre la cassa integrazione ordinaria è scesa del 42,56%. Anche perché prevedibilmente molte aziende stanno esaurendo gli ammortizzatori ordinari e cresce il ricorso ai salvagente bis. «A questa situazione si aggiungono i timori per la manovra del governo centrale - dice Spina -: è impensabile che a pagare siano solo pensionati e dipendenti che già ora, a fronte di un 69% di reddito prodotto, contribuiscono per l'80% al fisco». Del resto la pensione pro capite in Abruzzo ha un importo mensile pari ad appena 548,62 euro. Lotta senza se e senza ma all'evasione fiscale, è l'appello che lancia la Cisl alle istituzioni: in Abruzzo l'evasione sarebbe del 4,6%, ovvero 4,6 miliardi di entrate mancate che ha tutto il peso di due finanziarie regionali. «Ma bisogna fare anche una grande rivoluzione culturale - dice ancora Spina -, con una lotta agli sprechi e alle inefficienze, per liberare risorse da destinare alle attività produttive e alle politiche sociali. Chiediamo al presidente del consiglio regionale Nazario Pagano che la riduzione dei costi della politica sia realizzata dall'intero consiglio, e poi chiediamo tagli agli enti strumentali e cda inutili».
Un altro appello lanciato all'indirizzo della giunta regionale è accelerare il processo delle riforme, dalla sanità, ai consorzi industriali, Confidi e trasporti. L'impegno è anche sugli enti locali: il 4 giugno nella riunione del consiglio generale della Cisl, sarà lanciata la campagna d'autunno, ossia le linee guida sulle piattaforme che i 12 consigli di zona della Cisl da settembre sottoporranno agli enti locali, su politiche fiscali e tariffarie e socio-familiari. «Abbiamo fatto convenzioni con tecnici per leggere i bilanci - dice Spina -, per snidare sprechi e inefficienze». «Un esempio di sperperi è l'ente Ciapi - spiega Vincenzo Traniello, Funzione Pubblica Cisl, ieri con Lucio De Mattheis, Pensionati Cisl -: nella passata gestione, messi in mobilità i lavoratori si era provveduto a fare nuove assunzioni».