CHIETI. Un servizio di bus navetta gratuito porterà in centro chi parcheggia l'automobile al terminal di via Gran Sasso. Il Comune studia soluzioni alternative per ovviare alla chiusura della scala mobile. Aperta sì, ma con tutte e quattro le rampe a motore ferme da venerdì scorso, quando anche l'ultima scalinata si è arresa all'esigenza di manutenzioni straordinarie. Il sindaco Di Primio e l'assessore ai lavori pubblici Colantonio hanno precisato che «l'impianto è bloccato in attesa di assumere definitive decisioni». Questo perché oltre all'impellenza di effettuare manutenzioni sulla scala è arrivata in municipio una relazione dell'assistente tecnico all'esercizio, l'ingegner Gianfranco Di Giovanni. Il quale, a quanto pare, ha fotografato una situazione tecnica piuttosto preoccupante. Servono soldi, tanti, per ripristinare anche parzialmente la funzionalità della scala mobile. Realizzata nel 1989 e inaugurata l'anno successivo. L'allora amministrazione comunale ha speso oltre 1 miliardo e mezzo di vecchie lire per una scala mobile che, al tempo, era diventata famosa per la sua pendenza e per il dislivello coperto. «La scala mobile di Chieti negli anni '90», racconta l'architetto Raffaele Di Felice, ex assessore della giunta Cucullo e attuale consigliere del Pdl, «aveva il più alto dislivello di quota d'Europa». Poi l'incuria e l'usura hanno portato in degrado la scala mobile che adesso si è fermata. Peraltro, a luglio, scadono i termini decennali che impongono una corposa revisione tecnica della scala. Nel frattempo bisogna ovviare al disservizio. E' in via di definizione un servizio di bus navetta che trasporterà gli utenti dal terminal a piazza Escrivà.