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Data: 26/05/2010
Testata giornalistica: Rassegna.it
allegato: LEGGI L'ARTICOLO
La manovra economica - Congelati gli aumenti nel pubblico impiego. Rinviate le finestre di pensionamento. Stretta su invalidità. Condono per le case "fantasma". Soppresse le Province piccole. Tensione tra Berlusconi e Tremonti

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto sulla manovra finanziaria 2011-2012, "salvo successive intese per perfezionare il testo". Una formula, quest'ultima, non proprio di rito che lascia presagire ulteriori modifiche o correzioni. Il Cdm si è concluso alle 20.55. La manovra da 24 miliardi nel biennio inizierà il suo iter parlamentare dal Senato.

Il Consiglio è stato preceduto da un vertice tra il premier, Silvio Berlusconi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta e il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Vertice nel quale, a quanto si apprende, non sarebbero mancati momenti di tensione tra il premier e Tremonti riguardo alle misure da approvare, in particolare sulla soglia di tracciabilità per i pagamenti in contanti. I rappresentanti del governo non hanno rilasciato dichiarazioni, rimandando la conferenza stampa al pomeriggio di mercoledì 26 maggio. In un comunicato diramato da Palazzo Chigi si legge che "obiettivo degli interventi è ricondurre il rapporto tra indebitamento e PIL nel 2012 al di sotto del 3 per cento, come previsto dal Trattato di Maastricht". "La manovra - spiega la nota - è incentrata su tagli alla spesa pubblica, su una riduzione dei costi della politica e della pubblica amministrazione. Dal lato delle entrate, le misure si concentrano sul contrasto all'evasione fiscale e contributiva. Viene decisa la partecipazione dei Comuni alla lotta all'evasione, a fronte di un maggiore introito sulle somme recuperate. Rafforzate le verifiche incrociate fra Inps e Agenzia delle Entrate e introdotta la tracciabilità attraverso le fatture telematiche, mentre sono escluse nuove imposte o aumenti di quelle esistenti".

Confermate le anticipazioni sulle misure cardine adottate da Tremonti per fare cassa immediatamente: dal congelamento degli stipendi nel pubblico impiego al rinvio delle finestre di pensionamento, dalla stretta sugli assegni di invalidità al condono edilizio per le case "fantasma", dalla decurtazione in busta paga a politici all'aumento del prelievo fiscale sulle stock option, dallo stop al turn over nella pubblica amministrazione al congelamento degli organici per gli insegnanti di sostegno.

Nel Cdm, però, ci sono state anche delle retromarce. E su alcuni temi la decisione è stata rinviata. Ad esempio non ci saranno tagli alle spese per la presidenza del Consiglio dei ministri. L'Istituto per il commercio estero (Ice) non sarà soppresso. Rimangiata anche la stretta sulla Protezione civile, anche se l'Agi riferisce che nel decreto resta il placet del Tesoro alla proclamazione di eventuali stati d'emergenza. Tutto ancora da definire, anche, sulla stretta agli stipendi dei manager pubblici, sul turn over per la scuola e le forze dell'ordine. Ci sono anche delle novità dell'ultim'ora: l'introduzione di una tassa di 10 euro per i turisti in visita a Roma e l'abolizione delle Province con meno di 220 mila abitanti a partire dalla prossima legislatura provinciale (competenze e uffici passerebbero ad altre Province).

13 miliardi della manovra ricadono sulle spalle di Regioni ed enti locali, cui oggi è stata presentata insieme alle parti sociali. Alle Regioni in particolare il governo chiede risparmi per 10 miliardi di euro. Il cdm ha anche stabilito che le somme non spese dei ministeri senza portafoglio non saranno sotto il controllo del ministero dell'Economia, ma resteranno nella disponibilità dei ministeri interessati.

Per le pensioni di anzianità e vecchiaia il governo introduce un sistema di finestre mobili. Lavoratori dipendenti pubblici e privati potranno andare in pensione 12 mesi dopo la maturazione dei requisiti (contro i nove attuali). Per gli autonomi la decorrenza sale a 18 mesi (contro i 15 attuali). I lavoratori che hanno in corso il periodo di preavviso, fino al 30 giugno 2010, restano nel sistema precedente. Il nuovo sistema determina un ritardo medio di circa dodici mesi. I trattamenti pensionistici decorrono dal primo giorno del mese successivo alla scadenza dei termini del nuovo sistema di decorrenze. Le donne del pubblico impiego andranno in pensione a 65 anni a partire dal 2016 e non dal 2018 come previsto finora.

E' confermato lo stop agli aumenti degli stipendi dei dipendenti pubblici a partire da quest'anno. La misura resterà in vigore quattro anni, fino al 2013. Confermato per altri due anni lo stop al turn over nella pubblica amministrazione.

E' congelato l'organico degli insegnanti di sostegno, mentre non ci sarà il blocco del turn over nell'Università.

Per quanto riguarda le pensioni di invalidità, sale all'80% il requisito per accedere all'assegno di accompagno per le domande presentate dal primo gennaio 2011.

È confermato il condono sugli immobili fantasma. Almeno due milioni di case non registrate al catasto per le quali la sanatoria sarà possibile entro il 31 dicembre del 2010 e potrà riguardare anche interventi edilizi che abbiano determinato una variazione della cubatura. Dunque è un condono vero e proprio.

Per la tracciabilità dei pagamenti in contanti viene mantenuto il tetto di 5 mila euro come chiesto da Tremonti. Oltre i 3 mila euro scatta l'obbligo di fattura telematica.

Previsto un aumento del prelievo fiscale su stock option e bonus di banchieri e manager quando sono superiori a tre volte la parte fissa della retribuzione.

I Comuni che collaboreranno alla lotta all'evasione riceveranno il 33% delle risorse reperite.

Sono cancellati i vantaggi fiscali per i fondi immobiliari esteri. Ad oggi la tassazione agevolata è al 20%.

Le regioni del Mezzogiorno potranno deliberare un tributo sostitutivo dell'Irap per le imprese avviate dopo l'entrata in vigore del dl, e potranno ridurre o eliminare l'Irap stessa.

Le spese dei ministeri sono tagliate del 10%, ma del 50% su missioni e formazione. Il contributo per le spese elettorali ai partiti vengono tagliati del 20% e non del 50% come previsto inizialmente.

E' confermata la soppressione di una serie di enti, tra i quali Isae, Ipsema e Isfol. Mentre le società pubbliche in perdita non potranno approvare aumenti di capitale. Salta o è ridotto il finanziamento a 72 enti.

Le buste paga dei magistrati saranno tagliate del 10% nella parte eccedente gli 80 mila euro.

Alle Regioni - come si diceva - vengono chiesti tagli per oltre 10 miliardi in due anni (2011 e 2012); ai Comuni e Province vengono chiesti risparmi di 1 miliardo e 100 nel 2011 e 2 miliardi e 100 nel 2012.

Saranno invece le Camere a decidere sui tagli agli stipendi dei parlamentari. La decisione, viene spiegato, è stata presa come "atto di cortesia" verso l'istituzione parlamentare visto che è stata espressa la volontà di effettuare misure in tal senso. In assenza di provvedimenti, il governo si riserva di intervenire successivamente.

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