Iscriviti OnLine
 

Pescara, 20/04/2026
Visitatore n. 753.303



Data: 26/05/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
allegato: LEGGI L'ARTICOLO
La manovra economica - Berlusconi: lo Stato costerà meno. Cgil e Regioni: «Misure inique». Cisl e Uil aprono. Marcegaglia: sì condizionato

ROMA - Una bocciatura, è una manovra eniqua, colpisce i lavoratori. Il giudizio di Cgil è senza appello, Gugliemo Epifani è pronto a scendere in piazza. La decisione per uno sciopero generale sarà presa, probabilmente, questa mattina. Anche se la votazione tocca al direttivo. Ma la stessa linea barricadera non è condivisa da Cisl e Uil, che danno invece un sì condizionato. Come del resto fa anche Confindustria. Dai governatori regionali arriva un fermo «no»: non solo dal presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani (provvedimento «insostenibile»), ma in particolare dai governatori eletti con il Pdl. Altrettanto negativa l'Anci, l'associazione dei comuni italiani. Per Sergio Chiamparino l'Anci ha chiesto una boccata d'ossigeno per il 2010.
Ma Silvio Berlusconi, al termine del Consiglio dei ministri, ha difeso il provvedimento. «La manovra dà un messaggio chiaro, cioè che lo Stato deve costare meno ai cittadini». Sottolineando che il peso dei tagli non ricadrà sugli italiani, ha osservato che è una «manovra europea», taglia le spese, colpisce l'evasione fiscale e non aumenta le tasse. Da Washington, dove ha incontrato il presidente Obama, il Capo dello Stato, pur non volendo giudicare la legge, non avendola letta, ha detto: «Sono convinto che una manovra sia oggettivamente necessaria per la riduzione del rapporto deficit-Pil del 3 per cento entro il 2012». Aggiungendo: «Più sarà equa socialmente, più sarà condivisa».
Proteste ci sono state quando il ministro Giulio Tremonti ha illustrato i contenuti prima alla Consulta economica del partito (non tutti hanno applaudito), poi ai rappresentanti delle autonomie territoriali i quali hanno denunciato: «E' una cura che imporrà non pochi sacrifici». Il titolare del Tesoro è stato perentorio ed ha citato Aristotele. «Primum vivere, deinde philosophari», prima pensiamo a ciò che è necessario, vivere. Ed ha cercato di rassicurare che gli interventi non prevedono «tagli lineari» , ma anche dato un avvertimento alle Regioni: occhio ai conti o potremmo perdere i contributi della Ue. Insomma, «non è una classica legge finanziaria. E' una discontiuità intensa di sistema che tutti dobbiamo comprendere» perché dovrà essere gestita da tutti, insieme. Tremonti ha avuto un lungo faccia a faccia con Berlusconi prima dell'inizio del Consiglio dei ministri. Poi è andato a cena con lui, a Palazzo Grazioli, con una pattuglia di leghisti, Bossi, Calderoli, poi i governatori Cota e Zaia.
Se la Cgil non ammette appelli ed è pronta a mobilitare le masse, Raffaele Bonanni, Cisl, ha spiegato che è come se fossimo «in un'economia di guerra», per cui tutti devono dare una «risposta» alle difficoltà sulla base dell'appello di Napolitano. Pertanto «serve rigore, ma con equità». Per Luigi Angeletti, Uil, «non c'è alternativa alla riduzione della spesa pubblica», anche se si è dichiarato contrario al blocco dei rinnovi per gli statali. Confindustria, attraverso il presidente, Emma Marcegaglia, ha invocato «tagli veri» alla spesa pubblica improduttiva.
Invece i governatori regionali hanno espresso viva preoccupazione: alla fine il conto che Regioni ed enti locali dovranno pagare è altissimo (sono chiesti tagli per oltre 13 miliardi). La presidente del Lazio, Renata Polverini: «Non vogliamo ci sia la penalizzazione dei servizi offerti». E per Giuseppe Scopelliti, presidente della Calabria, «la situazione è molto difficile».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it