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Pescara, 20/04/2026
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Data: 26/05/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Scontro nel Pdl, Chiodi ritira la delibera-pirata

PESCARA - Si stringono la mano alla fine, ma due ore prima le urla si erano sentite fino a piazza Unione fino all'ultimo piano, vergogna vergogna ma come ci avete pensato ma come vi siete permessi, è lo scontro più duro nella maggioranza e volano insulti volano accuse e altolà volano minacce: adesso quella delibera la ritirate sennò sono dolori. Gli aquilani contro Chiodi e Masci, prima De Matteis poi Giuliante e Ricciuti. Ma non solo loro: contro il presidente e l'assessore al Bilancio alla fine urlano tutti o quasi tutti, quella delibera è un blitz di Chiodi, nessuno l'ha condivisa ora è meglio che il presidente faccia dietrofront.
Comincia alle cinque del pomeriggio a Pescara la riunione della maggioranza regionale, all'ordine del giorno c'è la variazione di bilancio ordita da Carlo Masci, la delibera della vergogna l'hanno battezzata gli aquilani, e non solo loro, è l'atto con cui la Regione ha dirottato i fondi del terremoto per finanziare attività cinematografiche musicali e sportive. E soprattutto il teatro Marrucino di Chieti, cadeau fresco fresco per il neo sindaco Di Primio. Li smaschera il dipietrisa Cesare D'Alessandro, «una legge pirata sulla pelle degli aquilani» dice qualche giorno fa in conferenza stampa. Gli fa eco e che eco Giorgio De Matteis, vice presidente del consiglio regionale che le cose non le manda a dire, ed è il primo scossone nella maggiioranza quello che assesta lui: «L'assessore Masci non può usare i soldi del terremoto per fare quello che vuole. Ma l'aspetto vergognoso è che lui di fronte all'evidenza continua a smentire: è inaccettabile». Inaccettabile ma vero: il 17 maggio la delibera approvata da Chiodi e la sua giunta intitolata "interventi nromativi e finanziari per l'anno 2010" destina circa 17 milioni di euro, cioè i finanziamenti provenienti dalle donazioni e dai rimborsi assicurativi dei danni subiti dal terremoto, a circoli e circoletti. Insomma pura attività clientelare, ma Masci dice che non è vero. Ci vorranno ore di scontro alla fine della riunione di ieri pomeriggio per convincere Chiodi a fare marcia indietro: quella delibera verrà modificata e così com'è non arriverà mai in Consiglio. «Un bagno di sangue», commenta un consigliere della maggioranza alla fine della riunione, «Masci è stato sfiduciato, per lui e il presidente c'è stata una sconfessione piena sulla manovra di bilancio». E figuriamoci: presidente e assessore si erano giocati tutti i soldi provenienti dal reintegro della quota di co-finanziamento regionale Docup, per la precisione 16,1 milioni della delibera Cipe del 6 novembre 2009, i proventi di indennizzi assicurativi su immobili pubblici regionali danneggiati dal sisma per altri 6,8 milioni di euro, e quelli della raccolta fondi per interventi di carattere sociale e di assistenza a categorie svantaggiate. Al solo scopo di foraggiare attività sportive e culturali che sono la passione di Masci, ma anche di Chiodi (tra i beneficiati anche l'immancabile liceo musicale teramano Braga con 350 mila euro). Ma ieri una parte del Pdl ha detto basta: «Stiamo perdendo la faccia, così non possiamo andare avanti». Per Chiodi una bella stroncatura.

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