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Data: 27/05/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
La manovra economica - Epifani: sciopero generale della Cgil entro giugno

ROMA Contro la manovra, ma non soltanto. La Cgil, come era nell'aria già dal pomeriggio di ieri l'altro, ha indetto uno sciopero generale di quattro ore entro la fine di giugno e coinvolgerà sia i dipendenti pubblici che quelli privati. L'annuncio è arrivato dal leader della confederazione di corso d'Italia, Guglielmo Epifani, e sarà formalizzato dal direttivo fissato per i giorni 7-8-9 giugno. Inoltre, una manifestazione di «tutto il mondo del lavoro» sarà tenuta il 12 giugno nella Capitale. Sempre a giugno, il 2, un'altra manifestazione a Milano «per difendere i valori della Repubblica e della Costituzione». Una risposta dura contro gli interventi decisi dal governo, ma pure contro il disegno di legge Lavoro e l'arbitrato. «Il governo deve finirla - ha avvertito Epifani - di toccare e ridurre i diritti dei lavoratori». Tra le proposte della Cgil una «addizionale di solidarietà» per i redditi sopra i 150.000 euro, il ripristino dell'Ici per i redditi sopra i 90-100.000 euro, l'innalzamento dell'aliquota dello scudo fiscale dal 5 al 7 per cento.
Lo slogan della manifestazioni di Roma sarà: «Solo sulle nostre spalle». Cioè sulla spalle dei lavoratori, ma a voler essere maliziosi - qualcuno lo è stato - si potrebbe pensare che la Cgil intenda assumersi il peso di portare avanti da sola la battaglia contro la manovra. Cisl e Uil, per esempio, pur in toni soft hanno confermato ieri il giudizio sostanzialmente positivo rispetto ai provvedimenti messi in campo dall'esecutivo. «La manovra è un po' più equilibrata del solito - ha argomentato il numero uno della Uil, Luigi Angeletti - è giusto tagliare i costi della politica, è invece ingiusta la misura che prevede il congelamento dei salari dei dipendenti pubblici». «Non voglio unirmi - ha commentato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni - al coro di chi si oppone solo per il gusto di fare opposizione. Abbiamo altri modi per essere efficaci e dimostrare autorevolezza e forza». «Non siamo divisi - ha aggiunto - ma dovremmo essere più uniti nell'affrontare questa situazione da economia di guerra». E, naturalmente, è d'accordo anche Epifani: «Certo sarebbe utile lavorare assieme, le nostre decisioni non sono contro gli altri». Auspici, da entrambe le parti, che resteranno tali perché sono i giudizi stessi sull'operato del governo a dislocare i sindacati su posizioni diverse. Insomma, da Cisl e Uil è un «no» allo sciopero.

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