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Data: 27/05/2010
Testata giornalistica: Il Centro
La manovra economica - Rivolta contro i tagli «lacrime e sangue». I magistrati: «Minata la nostra autonomia». Cgil: «Sciopero generale entro giugno»

ROMA. Una manovra come questa «incide profondamente sullo status giuridico dei magistrati e sulla loro autonomia e indipendenza». L'Anm (Associazione nazionale magistrati) boccia senza appello le misure varate da Tremonti e proclama «lo stato di agitazione». Di sciopero generale «entro fine giugno» parla la Cgil, mentre il Pubblico impiego manifesterà a Roma il 12.
I Cub, gli autonomi dei Comitati unitari di base, il loro sciopero lo hanno già proclamato: 25 giugno, lavoratori e pensionati in piazza. Restano alla finestra Cisl e Uil.
Ma è la giunta dell'Associazionale nazionale magistrati a lanciare il vero attacco alla manovra decisa dal governo. «Contro queste misure inaccettabili per i magistrati e il funzionamento del sistema giudiziario ci riserviamo di proporre sabato immediate iniziative di protesta», dice la giunta del sindacato delle toghe. Secca la risposta del ministro della Giustizia, Angelino Alfano: «Non conosco la decisione dei magistrati, mi occuperò della vicenda, ma questa è una manovra che chiede sacrifici al Paese in un momento in cui l'Italia deve contrastare una crisi mondiale».
Antonietta Fiorillo, leader di Magistratura indipendente prevede «fughe di massa» dei magistrati più esperti. «Se saranno confermate le notizie si prospetta la riduzione quasi della metà della liquidazione - spiega Antonietta Fiorillo - e sono tanti i colleghi che hanno raggiunto i 65 anni e che stanno pensando di andare in pensione di fronte a questa prospettiva. Si tratta dei colleghi più esperti, una buona parte dei quali in servizio nelle procure generali. Una loro uscita finirebbe per decapitare o comunque creare un vuoto difficilmente colmabile negli uffici giudiziari».
Per Magistratura democratica «il governo vuole distruggere la giustizia» e anche l'Anm sospetta che i tagli non siano casuali. «Le retribuzioni dei magistrati vengono colpite tre volte: con il blocco dei meccanismi di progressione economica, con il blocco dell'adeguamento dei contratti pubblici e, addirittura, con un prelievo forzoso sugli stipendi. Sono interventi incostituzionali e palesemente punitivi nei confronti dei magistrati».
Guglielmo Epifani, leader della Cgil, è già pronto alla mobilitazione. Non è certo fra «le forze sociali che hanno condiviso in tutta la manovra» citate dal premier in conferenza stampa. «Chiederò al direttivo di indire uno sciopero generale con manifestazioni su base territoriale entro la fine di giugno. Inoltre si terrà una manifestazione di tutto il mondo del lavoro pubblico sabato 12 giugno a Roma. L'obiettivo è modificare i contenuti della manovra».
Il direttivo della Cgil si terrà dal 7 al 9 giugno, c'è tempo per ritrovare l'unità sindacale? Visti i giudizi sulla manovra dati da Cisl e Uil più no che sì. «In termini di equità - dice Luigi Angeletti, segretario Uil - è un po' più equilibrata del solito». E Raffaele Bonanni, leader della Cisl, si dice «orgoglioso dell'interlocuzione che ho avuto con il governo - dice - ho influito sulla parte fiscale. Berlusconi non voleva neanche sentire parlare di tracciabilità ed è stato costretto a farla». Poi dice di non essere d'accordo con l'impostazione pro sciopero della Cgil. «Non sono d'accordo a criticare ogni cosa, ma bisogna chiedere cose precise. Dobbiamo unirci per togliere di mezzo la stragrande maggioranza delle Province, rendere più snelle le Regioni e accorpare alcuni Comuni».
«Sarebbe utile lavorare assieme - dice Guglielmo Epifani - le nostre decisioni non sono contro gli altri. Abbiamo opinioni diverse, ma su due o tre punti si può lavorare assieme per ottenere delle modifiche». «I sindacati sono uniti - sembra rispondergli Bonanni - e devono esserlo di più per far fronte a questa situazione di economia di guerra».

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