Regione: il progetto di legge preoccupa gli ex consiglieri sulla soglia dei 55 anni che rischiano di perdere la pensione di 2mila euro
L'AQUILA. La legge che riduce i costi della politica si farà. Dopo l'autoriduzione del 10% da parte dei consiglieri del Pd e l'annuncio, a nome del Pdl, del presidente del consiglio regionale Nazario Pagano, della presentazione della riforma del trattamento economico degli inquilini di palazzo dell'Emiciclo, è sicuro che su indennità e privilegi si abbatterà un colpo di mannaia.
L'improvvisa accelerazione, spinta anche dal vento nazionale legato alla manovra correttiva, ha creato allarme non solo fra gruppi di consiglieri in carica, ma anche tra ex consiglieri. In quest'ultimo caso, più di un ex componente dell'assemblea, soprattutto quelli con una sola legislatura alle spalle e vicini ai 55 anni - l'età minima per intascare un vitalizio niente male di 2.269 euro al mese -, è preoccupato di perdere il privilegio e sta seguendo minuto per minuto la vicenda. D'altra parte, il pericolo che la pensione cumulabile sia da rinviare di almeno 5 anni (l'età minima può essere innalzata a 60 anni ed in alcuni casi a 65) è reale; solo per chi ha già compiuto i 55 anni il diritto resta acquisito. Ma a preoccuparsi possono essere anche molti altri: infatti, il presidente del consiglio Pagano, ha intenzione di allargare la portata della riforma aggiungendo altri tagli alla lista presente nel testo unico sul trattamento economico: non solo indennità, ma anche gruppi, vitalizi e missioni.
La firma del presidente farebbe partire l'esame da parte della commissione e l'approdo in consiglio regionale. E Pagano intende annunciare un'altra sforbiciata ai costi della politica. Il presidente sta studiando la riforma di enti e società con la soppressione di quelli inutili. In tal senso, può reinserirsi il progetto di fusione delle due società di trasporto Arpa e Gtm, specializzate nei collegamenti su gomma, con l'incorporazione della seconda da parte della prima. La terza, la Sangritana, specializzata nel trasporto su ferro, non si fonderebbe, come previsto nella passata consigliatura.
E' allo studio anche la possibile fusione di Fira ed Abruzzo Sviluppo, con la prima che incorporerebbe la seconda. C'è poi l'ipotesi di una ulteriore riduzione del 5% dei compensi di amministratori di società pubbliche e di dirigenti regionali per i quali il governo ha già previsto il 5%.
Il capogruppo dell'Udc, Antonio Menna (nella foto), in una nota invita ad approvare presto la riforma. «Nella corsa affannosa di quanti intendono contribuire ad abbattere i costi della politica è giunto il momento di passare ad azioni concrete. Una classe politica e dirigente difende la sua credibilità di fronte all'opinione pubblica solamente se abbandona i tatticismi di comodo e traduce in concreto le proprie azioni», spiega Menna che auspica la soppressione di enti e la riduzione del numero dei consiglieri da 43 a trentacinque.