LA FILT-Cgil, il sindacato degli autisti del trasporto pubblico chiede un «Piano straordinario sulla mobilità» a Firenze. Lo fa dichiarandosi totalmente concorde con quanto denunciato da Repubblica ieri sui disagi degli utenti e degli autisti dei bus: un sistema di mobilità al collasso, dichiara la Filt, che «non può più essere risolto con delle pezze». Da parte loro, i sindacati di categoria dell'Ataf, Cgil, Cisl, Uil, Faisa Cisal e Ugl hanno ieri trattato l'intera giornata, dalle 10,30 in poi, con l'azienda alla presenza del prefetto e della Provincia. In gioco, lo sciopero da farsi o meno per una vertenza in undici punti. Alla fine, verso le 21,30, l'accordo. Sciopero evitato. Il protocollo firmato da ambo le parti prevede, tra gli altri punti, un'indennità per chi ha lavorato a Pasqua e un bagno subito e in seguito una cabina con aria condizionata per gli autisti in via Foggini, dove adesso si attestano tutti i bus che portano alla tramvia. Ma, soprattutto, una ventina di autisti part time che dal prossimo settembre cominceranno a essere assunti a tempo pieno: questo il nodo più aspro del contendere. Fermo restando che venerdì è sciopero nazionale bus e treni e che i Cobas faranno comunque sciopero l'11 giugno, tutti gli altri sindacati dichiarano che l'accordo fatto ieri è solo un inizio. Di una lunga discussione, sempre con la mediazione della Provincia, sulla strategia del trasporto pubblico e l' azienda unica della mobilità. Che un cambiamento sia necessario lo pensano tutti. Il segretario della Filt Cgil fiorentina, Alessandro Carmignani parla di «passeggeri del bus prigionieri di un sistema di mobilità che non dà mai garanzie sui tempi di percorrenza», di «autisti costretti a subire un grande stress, esposti a un forte inquinamento, a molto rumore e agli scossoni provocati dalle strade in disordine». Dice basta ai provvedimenti tampone: «Serve un vero cambio di passo». Così non si va avanti, ragiona la Filt, la città tutta deve lavorare perché le persone possano davvero muoversi. Carmignani chiama tutti in causa: «Cittadini, utenti, lavoratori, parti sociali e istituzioni di tutti i livelli». Le parole d'ordine: privilegiare concretamente e non a parole il servizio pubblico. L'occasione per agire? «L' imminente gara provinciale per l'assegnazione del servizio di trasporto pubblico: un'occasione per ridisegnare l'intero sistema di mobilità».