Progetti mai depositati, spuntano solo tre fogli sul capolinea
MONTESILVANO. Il Comune di Montesilvano non conosce il progetto della filovia: non ha le carte. L'unico documento, custodito negli uffici del settore Lavori pubblici, è composto di tre fogli: riguarda la «proposta di localizzazione del capolinea» studiata dalla Balfour beatty rail, l'azienda inglese che ha vinto l'appalto della grande opera da 25 milioni di euro.
Ma il documento di tre pagine, datato 18 agosto 2007, rivela un cambio nella scelta del capolinea costato al Comune almeno 208 mila euro: il terminal è individuato a ridosso del comando stazione del corpo forestale dello Stato (particella 514 del foglio 1 del Prg), all'ingresso del parco fluviale. Spetta alla Balfour costruire il capolinea.
Ma, il 18 luglio 2008, la giunta del sindaco Pasquale Cordoma approva una delibera che sposta il terminal di duecento metri, nell'area compresa tra Palacongressi, foce del fiume Saline e Grandi alberghi. Il Comune non si limita a cambiare posto al capolinea: investe sul terreno almeno 208 mila euro di tasca propria. Lo fa su proposta dell'ingegnere Bellafronte Taraborrelli, dirigente dei Lavori pubblici a Montesilvano dal 2007 al 2009, direttore dei lavori della filovia dal 2005 grazie alla carica di presidente ricoperta nella società mista Sir spa e dirigente in carica al Comune di Pescara con il sindaco Luigi Albore Mascia. Il doppio incarico di Taraborrelli, a Montesilvano, è autorizzato l'11 novembre 2008 dall'ex direttore generale Rodolfo Rispoli, dopo una richiesta ricevuta nove giorni prima.
Sull'area del terminal bis, nel 2008, con Taraborrelli alla guida dei Lavori pubblici, il Comune realizza un parcheggio «in modo da facilitare l'interscambio del passaggio dal traffico veicolare al traffico a basso impatto ambientale filobus». È quanto prevede la relazione tecnica allegata al progetto firmata da Taraborrelli il 24 aprile 2008, tre mesi prima della delibera che autorizza lo spostamento del capolinea dalla destra alla sinistra del centro Porto Allegro. Con il parcheggio, realizzato dalla ditta Cobit di Teramo e pagato con fondi comunali, «si faciliterà l'uso dei mezzi pubblici».
Ma con lo spostamento del capolinea, visto il doppio ruolo di Taraborrelli, emerge l'ipotesi di un «conflitto di interessi»: è quanto denunciato dal consigliere Pd Gabriele Di Stefano. Una situazione che si ripete a Pescara.