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Data: 28/05/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Tagli agli stipendi, Pagano fa dietrofront. Il presidente del consiglio: voglio sentire tutti i capigruppo. Pd: il centrodestra è spaccato

Il colpo di scena è maturato ieri Martedì la prima audizione al termine del consiglio regionale

L'AQUILA. Tagli ai costi della politica. Ieri, c'è stato un colpo di scena dopo una giornata frenetica e tesa. Il presidente del consiglio regionale, Nazario Pagano, che aveva annunciato tra ieri e oggi la presentazione del testo unico sul trattamento economico dei consiglieri, ha fatto dietrofront. Non firmerà più, per ora, la proposta di legge per i tagli a stipendi, vitalizi e privilegi.
La sua intenzione era di farlo come figura istituzionale sostituendosi ai 27 consiglieri della maggioranza di centrodestra rimasti impassibili di fronte alle sue sollecitazioni. Adesso Pagano vuole tentare di raggiungere con i capigruppo consiliari, sia di maggioranza sia di opposizione, un accordo condiviso sul percorso e sulle modalità dei tagli. Il tentativo sarà effettuato martedì pomeriggio, dopo il Question time del consiglio regionale.
La decisione è stata presa, ieri, al termine di una lunga riunione dell'ufficio di presidenza dove sono rappresentate maggioranza e opposizione. E sarà lo stesso ufficio ad «audire» i capigruppo. Il risultato della giornata convulsa di ieri? Il Pdl incapace di prendere una posizione ufficiale sulle modalità della riduzione di costi e della cancellazione dei privilegi perché profondamente spaccato e lacerato non solo da questa vicenda; e incapace di rispondere concretamente all'iniziativa dei consiglieri del Pd di autoridursi del 10 per cento lo stipendio.
In questo senso, puntuale è stato l'attacco del capogruppo del Pd, Camillo D'Alessandro al presidente del consiglio regionale. «Ma Pagano può dire una volta per tutte come la pensa il suo partito sui tagli ad indennità ed enti vari?», ha tuonato D'Alessandro che ha annunciato che, nel giro di due giorni, i consiglieri del Pd verseranno le somme derivanti dal taglio del 10% del mese di maggio al capitolo di bilancio per le politiche sociali.
«Fino ad ora», ha aggiunto D'Alessandro, «gli abruzzesi hanno assistito solo al mutismo imbarazzante del Pdl e al nervosismo di Pagano che, colpito ed affondato dalla decisone del Pd di autotagliarsi gli stipendi del 10%, ora rincorre confusionariamente dimenticando il suo ruolo di presidente del consiglio e che vorrebbe sostituirsi all'immobilismo della sua maggioranza consigliare e della sua giunta regionale».
«Pagano», ha aggiunto l'esponente dell'opposizione, «continua ad annunciare, come fatto dal presidente Chiodi 15 mesi fa, riforme sui costi della politica, ora sposta l'attenzione su una proposta per tagliare enti inutili, permanendo, dopo un anno, ancora circa 27 commissariamenti di enti, che non si riformano, non si riducono, solo perché dentro il Pdl, cioè il partito di Pagano, non riescono a mettersi d'accordo su come spartirsi la torta delle poltrone».
L'annuncio della riunione con i capigruppo è stato fatto con una nota dell'ufficio stampa del consiglio: «Il presidente Pagano, insieme con i componenti dell'Ufficio di presidenza, ha deciso di promuovere una fase di consultazione sulla proposta di legge relativa al trattamento economico e previdenziale spettante ai consiglieri regionali. L'Ufficio, composto dal presidente Pagano, dai vicepresidenti Giorgio De Matteis (Mpa) e Giovanni D'Amico (Pd), e dai consiglieri segretari Alessandra Petri (Pdl) e Luciano Terra (Udc), ascolteranno le indicazioni di ogni capogruppo al fine di pervenire a un testo che sia il più possibile condiviso dalle forze politiche presenti in Consiglio regionale». Pagano si è mostrato ottimista: «L'intesa si troverà tra tutte le forze politiche, d'altra parte è una decisione politica. Questo mi ha indotto a non presentare la proposta».

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