Che si pagherà è pressoché certo; quanto, da quando e da dove, un po' meno. Ma l'ipotesi-pedaggio sul raccordo autostradale Pescara-Chieti, ovvero sull'asse attrezzato di competenza Anas, fa già partire il contro-allineamento di associazioni di categoria, sindacati, politica. I 14,7 chilometri che collegano gli svincoli autostradali dell'A/14 e A/25 di Dragonara e Chieti all'innesto della Statale 16 a Pescara risultano infatti uno dei tratti in cui potrebbe essere introdotto il pedaggio, al pari di altri 11 raccordi autostradali e 11 autostrade della Penisola. Un'ipotesi vicina a diventare realtà. Perché lo prevede la nuova manovra finanziaria approvata dal Governo e perché il balzello servirà all'Anas per avere risorse proprie da investire nella manutenzione straordinaria delle strade. Per sganciarsi dai conti statali. Un'operazione che, tradotta in cifre e nel gioco dei se, potrebbe significare 1 euro in più per chi usa il raccordo Pescara-Chieti all'uscita-ingresso del casello autostradale. Nella fase A, ovvero nella manovra ora sotto la lente d'ingrandimento non dovrebbero essere "tassati" coloro che usano l'asse attrezzato come arteria urbana, ossia per i percorsi metropolitani, per i quali presumibilmente ci sarebbe bisogno di tempo per attrezzarsi. Una posta in gioco, che potrebbe forse costituire la base per la contrattazione local, per il meno peggio. Ma parte già la levata di scudi, per i timori di contraccolpi su pendolari, operatori, turisti che alle tariffe autostradali vedrebbero aggiungersi il nuovo balzello. Altrove nella Penisola, il rischio è già per l'estate. «Il pedaggio sull'asse attrezzato significa una tassa su acquisti e pendolari del mare a Pescara - dice Gianni Taucci , Confesercenti, preoccupato per commercianti e stabilimenti balneari, 4mila imprese e 10mila occupati già morsi dalla crisi -: ne guadagnerebbero i centri commerciali esclusi dal circuito del pedaggio e ci sarebbero ripercussioni sul turismo pendolare estivo. Chiediamo al sindaco e al presidente della Provincia di esercitare il loro potere per scongiurare questo tsunami economico e occupazionale». «Esprimiamo totale contrarietà all'ipotesi dell'istituzione del pedaggio - dice la Confcommercio -, che avrebbe ripercussioni pesanti su tutto l'indotto economico pescarese, tanto più con il dramma anche economico che ogni abruzzese già sta vivendo dopo il sisma». «Sarebbe la tassa più pesante degli ultimi 20 anni imposta agli abruzzesi - dice Silvio Paolucci , Pd -: le promesse del centrodestra di abbassare le tasse si infrangerebbero con questa imposta che colpirebbe pendolari, tessuto produttivo, università, consumi, danneggiando la competitività dell'area metropolitana». «Tassare le auto sull'asse attrezzato è come imporre agli abruzzesi una gabella di tipo medievale - dice Cesare D'Alessandro, Idv -, pagata da cittadini che si recano al lavoro e che già arrivano a fine mese con difficoltà. E Chiodi di fronte a questa scandalosa decisione del Governo Berlusconi fa scena muta». «Non tutti potrebbero accollarsi il costo del pedaggio - dice Franco Rolandi , Filt Cgil - e molto del traffico si riverserebbe sulle strade cittadine rendendo ancor più drammatiche le condizioni della viabilità e del trasporto pubblico».