«Andiamo in consiglio regionale e riduciamo l'indennità così come vuole il governo»
L'AQUILA. «I tagli ai costi della politica si devono fare velocemente. Andiamo in Consiglio e approviamo la riduzione dell'indennità imposta dal governo, poi discutiamo sul testo unico sul trattamento economico che riduce vitalizi, missioni e gruppi, ma poi allarghiamo subito il campo dei tagli, a cominciare da società ed enti regionali, perché altrimenti facciamo solo segnali di fumo».
E' il «finiano» Emilio Nasuti, presidente della commissione Bilancio, a rompere il rumoroso silenzio dei 27 consiglieri della maggioranza di centrodestra sul pericoloso nodo della decisa sforbiciata a indennità, vitalizi, i più alti d'Italia, e privilegi vari.
Un tema che finora ha visto il centrodestra isolato soprattutto dopo la decisione dei consiglieri del Pd di autoridursi del 10% le indennità e dopo l'annuncio e il dietrofront del presidente del consiglio regionale, Nazario Pagano, in merito alla presentazione del testo unico preparato dai tecnici dimenticato nei cassetti dei capigruppo dal mese di agosto.
Sembra non essere un caso che l'intervento di Nasuti - che insieme al vice presidente della giunta, Alfredo Castiglione, anima la corrente del presidente della Camera, Gianfrano Fini, nell'assemblea regionale - giunga dopo che, giovedì scorso, il consigliere del Pdl ha incontrato il presidente della Camera.
«In un momento difficile come questo è doveroso che tutti, a partire dai politici, facciano i sacrifici, ma se rimaniamo in questo ambito non basta perché non si toccano gli sprechi veri», spiega Nasuti, che si è detto disposto a firmare la legge di riforma del trattamento: «Ne parlerò al presidente della giunta, Chiodi, nella prossima riunione di maggioranza». Nasuti, in particolare, punta il dito contro i casi di concentrazione di incarichi nelle mani di una persona e contro l'attuale organizzazione e i risultati di enti e società pubbliche.
«Ci sono personaggi nominati dalla politica che hanno una serie di incarichi per i quali sono ricompensati con somme in confronto alle quali le nostre indennità sono spiccioli», attacca Nasuti. «Quanto alle società, ad esempio, nel trasporto pubblico ce ne sono una decina, ne basta una che competa con le sfide del mercato che tra l'altro imporrà le gare d'appalto comunitarie».
Sulle società il pensiero di Nasuti è deciso: «Va subito fatto un lavoro, insieme agli altri presidenti di commissione, per riformare ogni realtà. Al momento, le società - di molte delle quali dopo un anno e mezzo mi sfugge la mission - pesano sulle casse della Regione perché non sono produttive».
E qui l'affondo è anche politico. «Una destra moderna deve invertire la tendenza e rendere produttive le realtà pubbliche», spiega il presidente della commissione bilancio. «Laddove non riescano e la sterilità venisse confermata, devono essere chiuse. Perdere ancora tempo, significherebbe arrecare danni ancora più gravi ai cittadini. Su questo e sulle indennità, il presidente Fini è stato categorico».
Per Nasuti, insomma, «bisogna accelerare il processo di riforma dei consorzi industriali che devono assistere le imprese. Il disservizio fa scappare gli imprenditori e questo è un altro costo della politica perché i gestori li nomina la politica». Intanto, si è appreso che l'annuncio di Pagano di voler allargare la portata della sforbiciata ai costi della politica, tra l'altro, con l'incorporamento di Abruzzo Lavoro nella Fira, ha provocato ulteriori dissapori nel Pdl. Potrebbe essere questo uno dei motivi della sua decisione di rinviare la firma del suo disegno di legge sui tagli degli stipendi, in atesa di sentire, martedì prossimo, i pareri di tutti i capigruppo.