Chiodi striglia la maggioranza: se non decide lo farà Roma
L'AQUILA. «È un errore politico il fatto che la maggioranza di centrodestra non abbia presentato una proposta sui tagli ai costi della politica». Nonostante il tono non polemico, la presa di posizione del presidente della Regione, Gianni Chiodi, suona come una vera e propria accusa.
L'imbarazzante immobilismo di gran parte dei 27 consiglieri di maggioranza sulla riduzione di indennità, vitalizi - i più alti d'Italia - e privilegi vari, sta facendo arrabbiare il governatore che, però, per il momento, almeno pubblicamente, sceglie la linea morbida. Ma la piega che sta prendendo la vicenda non sta bene al presidente della giunta, che sulla sforbiciata ai costi della politica ha messo la faccia, scrivendola nel programma elettorale ed annunciandola come uno dei primi provvedimenti all'atto del suo insediamento nel gennaio dello scorso anno. Nella speranza che la maggioranza trovi il coraggio di prendere un'iniziativa concreta, Chiodi indica la via qualora i suoi continuassero a rimanere fermi: «Se la maggioranza non lo fa, lo farà il governo nazionale di centrodestra. Come governo di centrodestra, faccio parte dell'ufficio di presidenza del Pdl a livello nazionale, abbiamo ritenuto che i tagli fossero necessari. A cascata arriveranno anche sulla Regione. Se la posizione del governo è quella di ridurre il 10 per cento delle indennità, a questo punto la Regione dovrà intervenire sui vitalizi, per farli diventare in linea con le altre categorie, non dei privilegi che vengono rilasciati ai politici».
Chiodi - che, con l'assessore Mauro Di Dalmazio, ha aderito ai Promotori della libertà, l'organizzazione movimentista del Pdl fatta di fedelissimi di Berlusconi - ricorda come le riduzioni delle indennità facciano parte delle linee di indirizzo del suo insediamento.
E torna a formulare l'invito: «Il taglio dei costi della politica è un fatto di compartecipazione a quelli che sono i sacrifici chiesti a tutti, non si tratta certo della soluzione a quelle che sono le difficoltà di bilancio della Regione, però è una questione sulla quale sono fermo nella mia determinazione».
Tutto ciò soprattutto alla luce del "gioco di anticipo" dei consiglieri del Pd che nei giorni scorsi si sono autoridotti del 10% le indennità e della indecisione del presidente del consiglio regionale, Nazario Pagano (Pdl), che ha prima annunciato la firma della proposta di riforma del trattamento economico dei consiglieri regionali e poi ha fatto dietrofront dopo aver programmato con l'ufficio di presidenza una consultazione con i capigruppo per martedì.
Fa riflettere anche il fatto che sia stato un "finiano", il presidente della commissione Bilancio, Emilio Nasuti, l'unico consigliere del Pdl a dare disponibilità a firmare la proposta di riforma preparata dagli esperti del consiglio regionale e ferma nei cassetti dei capigruppo dall'agosto scorso.
Il presidente risponde anche alle polemiche divampate sulle auto di rappresentanza (le tedesche Audi grigie). «E' un rinnovo di un canone di noleggio scaduto che prevede ogni due anni il cambio del parco auto, abbiamo mantenuto i costi pressoché inalterati. La procedura è stata gestita dalla Consip, società per gli acquisti pubblici, non è stato possibile acquistare auto italiane perché le Thesis sono fuori produzione. Comunque, è incredibile parlare di sprechi quando in questa Regione, a fine 2010, il deficit sarà ridotto di quasi 800 milioni di euro».