Continuano le proteste attorno all'ipotesi-pedaggio sul raccordo autostradale Pescara-Chieti. Ma assieme ai "no" secchi, c'è chi comincia a lanciare idee per provare a portare a casa il meno peggio. Di certo, ora, c'è che l'asse attrezzato di 14,7 chilometri che congiunge le barriere dell'A14 e A25 di Chieti all'innesto della Statale 16 a Pescara (al netto di due chilometri finali non di competenza Anas) è una delle arterie a rischio pedaggio, al pari di altri undici raccordi e undici autostrade della Penisola. Lo prevede la nuova manovra del Governo ed è negli obiettivi Anas. Nonostante, nelle storiche mappe, il raccordo Pescara-Chieti sia classificato come "viabilità statale ordinaria", non come "autostrada senza pedaggio".
Se si dovesse seguire la strada prospettata per il Grande Raccordo di Roma, qui da noi a pagare, nell'immediato, potrebbe essere chi percorre l'asse dopo l'uscita-ingresso autostradale; non escludendo un'estensione per il futuro. In ogni caso, si alza il coro dei "no".
Il Pd ha preparato un ordine del giorno per chiedere a sindaco e giunta comunale di attivare iniziative presso Regione e Governo per bloccare il provvedimento, considerando che «il Governo ha già previsto tagli nei confronti della Regione per circa 200 milioni di euro -si legge nel testo firmato dal consigliere comunale Moreno Di Pietrantonio- e che c'è una forte preoccupazione per le ripercussioni che questa nuova tassa avrà sulle attività produttive ed economiche dell'area metropolitana; la città di Pescara risulterebbe la più colpita». «I cittadini che usano l'asse attrezzato per andare a lavorare o studiare pagheranno qualcosa come 50 euro al mese a causa dell'assenza di coraggio del Pdl locale- attacca Antonio Castricone, segretario provinciale Pd-, una tassa superiore all'Ici, che colpirà anche la competitività del territorio».
«Stiamo valutando anche eventuali azioni legali -dice Domenico Pettinari, Codici- contro un pedaggio scellerato che avrebbe ripercussioni sui lavoratori, precari». «Una tassa ingiusta -premette Luca Piersante, Uil-, ma se male dev'essere, l'operazione va calibrata, pensando a diversificazioni magari in base alla cilindrata delle auto o a convenzioni per i pendolari che usano l'asse attrezzato e l'autostrada per il lavoro; penso ai pescaresi che vanno a lavorare nella Val Pescara, un centinaio solo alla Merker. Senza contare che tanti sono cassaintegrati".
E dell'asse attrezzato ha parlato ieri mattina, presentando il suo nuovo libro al Porto turistico, anche il vice presidente dei senatori Pdl, Gaetano Quagliariello, che ha rimesso in discussione l'ipotesi di pedaggio: «Si tratta di un'indicazione, che deve essere coniugata a principi di equità. Troveremo una soluzione, nessuno di noi vuole fare cose inique».