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Data: 30/05/2010
Testata giornalistica: Il Tempo - Edizione Abruzzo
Lavoratori dipendenti discriminati sulle tasse. Da luglio riprenderà il pagamento dei tributi nelle zone del sisma. Proroga per gli autonomi. Trasatti (Cgil) «Trattamento diverso da quello utilizzato per i terremotati di Marche ed Umbria»

L'AQUILA La manovra finanziaria non è stata ancora varata e c'è ancora incertezza sulla proroga e le modalità di restituzione di tasse, tributi e contributi delle popolazioni terremotate. Sono sempre più insistenti, però, i rumors che giungono da Montecitorio, secondo i quali la proroga sarebbe estesa solo ad alcune categorie, ovvero professionisti e titolari di reddito da lavoro autonomo. «Abbiamo appreso - spiega Umberto Trasatti, segretario provinciale della Cgil - che la bozza della manovra economica, sulla quale il nostro sindacato ha già dato un giudizio complessivamente negativo, contiene per noi c'è un ulteriore elemento di iniquità». A detta dell'esponente della Cgil il punto che suscita maggiori perplessità è contenuto «nell'articolo 39 della manovra: nel primo punto si afferma chiaramente che la proroga riguarda i titolari di redditi di impresa e di lavoro autonomo con volume d'affari non superiore a 200.000 euro. Si intuisce così che dal primo luglio i lavoratori e i pensionati di questo territorio torneranno a pagare le tasse». Nella bozza è scritto, inoltre, che a partire dal 1° gennaio del 2011 i lavoratori dovranno restituire il 100% dei tributi non versati, in sessanta rate ma in misura integrale. «È inconcepibile che per le popolazioni del cratere aquilano - aggiunge Trasatti - venga riservato un trattamento diverso da quello utilizzato per i terremotati di Marche ed Umbria». Le richieste di sospensione per tutte le categorie sociali e di modalità di restituzione equiparate a quelle stabilite in occasione di altri terremoti «erano contenute - ricorda il segretario della Cgil - nella piattaforma sottoscritta da associazioni sindacali e datoriali: in proposito avevamo ottenuto anche il sostegno del presidente della Regione Gianni Chiodi. Aspettiamo di essere convocati nuovamente dal Governatore della Regione». Nelle scorse settimane il presidente della Giunta regionale, durante un incontro con il comitato che rappresenta tutte le sigle produttive e sindacali, aveva annunciato il proprio impegno nei confronti del Governo per richiedere una proroga della sospensione delle tasse. «Sarebbe velleitario pensare che ci sia una situazione di privilegio - dichiarò Chiodi in quell'occasione - il Governo nazionale dovrebbe tenere la situazione dell'Aquila distinta dal resto della Nazione. La proroga delle tasse è fondamentale e faremo il possibile per ottenerla». Sulla vicenda tasse è intervenuto anche il parlamentare del Partito democratico Giovanni Lolli, ieri a margine di una conferenza stampa tenuta in mattinata all'Aquila. «Sembra che si stia muovendo qualcosa ma non ci sono ancora documenti ufficiali. Anche quello relativo alla manovra correttiva, che poi è quello che ci interessa, non ha la stesura definitiva. Da ciò che si dice negli ambienti parlamentari, ci sarebbe una certa apertura per quanto riguarda il problema tasse». Se la proroga dovesse essere concessa vi sarebbe, secondo l'esponente del Partito democratico, un margine di tempo per continuare la trattativa con il Governo centrale. «Se ciò venisse confermato sarebbe già un passo avanti. Avremo sei mesi di tempo per continuare la nostra lotta verso l'ottenimento di quello che è stato riconsciuto ad altri terremotati». Lolli si è mostrato fortemente perplesso circa l'ipotesi della distinzione contenuta nell'articolo 39 della bozza di manovra: «La scelta di esonerare dal pagamento determinate categorie rispetto ad altre è una forma di discriminazione che la Costituzione stessa non ammette».

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