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Pescara, 20/04/2026
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Data: 31/05/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Asse attrezzato a pagamento, autogol di Sospiri «Manovra ancora da varare», ma il testo è da 24 ore all'esame del Quirinale, il Pd attacca

La dichiarazione di Lorenzo Sospiri, capogruppo del Pdl in consiglio comunale e uomo forte del partito in provincia, va riportata integralmente: «L'introduzione dei pedaggi sull'asse attrezzato di Pescara non è una realtà, ma un'ipotesi lontana, una mera possibilità prevista dalla prima bozza della finanziaria che, prima di essere approvata, dovrà essere ancora rivista, valutata e varata governo. Lo ha ribadito stamane lo stesso governo, nel corso di in colloquio che ho avuto con il presidente del gruppo parlamentare del Pdl al senato, Maurizio Gasparri». Così recita il comunicato vergato ieri su carta intestata del Comune di Pescara. Ora bisogna chiedersi cosa abbia spinto Lorenzo Sospiri, fresco reduce dai festeggiamenti per l'avvio dei lavori di asfaltatura di via Ronchi, a sottoscrivere tre strafalcioni di carattere politico-istituzionale in ben cinque righe. Roba da consigliere di quartiere al debutto, altro che nipote d'arte. Punto primo, la misura dei pedaggi su 23 strade statali e raccordi autostradali non è contenuta nella finanziaria, ma nella manovra correttiva dei conti pubblici. Punto secondo, dopo la firma del presidente del consiglio dei ministri e l'invio del testo al Quirinale non c'è più nulla che il governo debba ancor rivedere e valutare, essendo stata la manovra, tecnicamente «varata». Approvarla spetta al parlamento, ed è altamente improbabile che questo parlamento possa correggere in maniera sostanziale i desiderata di Palazzo Chigi. Punto terzo, il governo può ribadire quello che crede, ma è improbabile che lo faccia per bocca di un capogruppo al senato, che per definizione non è membro del governo. Se l'ordine era: gettare acqua sul fuoco, quella uscita dalla penna di Sospiri sembra essere piuttosto benzina. Il Pdl dà l'impressione di girare attorno a un problema che, invece, andrebbe preso di petto.
Il problema, infatti, esiste ed è enorme. I pedaggi sulle strade statali e sui raccordi autostradali si pagheranno, non si sfugge. L'unico margine negoziale che resta, per le amministrazioni e le forze sociali del territorio, è concordare la medicina meno amara, che nel caso dell'asse attrezzato Pescara-Chieti consiste nel pagamento del balzello soltanto in funzione del traffico autostradale. A ogni passaggio al casello di Pescara ovest-Chieti scatta l'obolo. L'ipotesi B, la peggiore, è quella che prevede invece il pagamento di un pedaggio anche per il traffico interno, che in massima parte è traffico di pendolari sulle direttrici Chieti-Pescara e Val Pescara-centro città, movimento industriale, indotto delle attività commerciali dell'area metropolitana. Sarebbe una stangata senza precedenti. Ed è questo che opposizione e organizzazioni produttive vogliono evitare, anche con la petizione popolare annunciata dal Pd per chiedere a Chiodi, Di Giuseppantonio, Testa, Albore Mascia, Di Primio di far sentire la loro voce a Roma.

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