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Pescara, 26/04/2026
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Data: 01/06/2010
Testata giornalistica: Il Centro
allegato: LEGGI L'ARTICOLO
I costi della politica - Il giro dei tre decreti. «Ecco come gli emolumenti per qualcuno escono dalla porta e rientrano dalla finestra» (vedi tabella allegata)

PESCARA. «Chiodi non ce la fa, lo spettacolo di questi giorni tra delibere ritirate e norme abrogate è indegno, spero che assuma le decisioni conseguenti per gli aquilani e per gli abruzzesi». Il capogruppo del Pd in consiglio regionale Camillo D'Alessandro prende spunto da tre decreti per sostenere che «i maggiori emolumenti per qualcuno escono dalla porta e rientrano dalla finestra».
I tre decreti che ha spulciato D'Alessandro sono a firma di Chiodi in qualità di commissario delegato per la ricostruzione. Di che si tratta? «Con il decreto 11 del 20 maggio Chiodi decreta la costituzione di una struttura operativa denominata "Segreteria del commissario delegato per la ricostruzione" affidando la responsabilità all'attuale coordinatore della struttura di attuazione del programma di governo e controllo strategico, l'organico potrà essere implementato fino ad ulteriori cinque unità. Con lo stesso decreto il presidente-commissario costituisce un' ulteriore struttura che si occupa di sovraintendere al coordinamento delle istituzioni locali, la cui responsabilità è affidata all'attuale segretario generale della presidenza. Poi, Chiodi nomina componente della segreteria tecnica della commissione scientifica, costituita il 12 aprile, Armando Grazietti, di Teramo, classe 1986».
Contesta le nomine? «Mi chiedo e chiedo a Chiodi, se i due coordinatori sono già impegnati in altre attività, come faranno a dedicarsi a temi delicati del terremoto? Può darsi che non ci siano altri professionisti, casomai aquilani, visto che i pluri-nominati non svolgeranno il lavoro gratis, ma rispetto a quanto percepiscono aggiungeranno altre prebende?».
E l'altro decreto che contesta? «Con esso Chiodi ha costituito prima una "Commissione tecnico-scientifica" e poi una Segreteria tecnica e aveva previsto che la Commissione potesse richiedere qualsiasi atto e acquisire qualsiasi notizia dalle strutture commissariali. Nel termine di 30 giorni, la Commissione accede presso gli uffici per acquisirle direttamente».
Maggiore trasparenza? «Sì, peccato che dopo pochi giorni, il 6 maggio, Chiodi ri-decreta cancellando la norma sull'accesso agli atti, non si possono chiedere più notizie ed atti. Insomma la Commissione tecnico scientifica viene privata del diritto di accesso in tempi brevi. Come fa a lavorare una commissione che dovrebbe garantire trasparenza e legalità? Quali sono le ragioni?».

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