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Pescara, 23/05/2022
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Data: 02/06/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Tasse arretrate, non si fanno sconti. Dal 1º luglio prelievi fiscali per tutti, Cialente minaccia le dimissioni

Per imprenditori e lavoratori autonomi con volume d'affari fino a 200mila euro le nuove tasse slittano al 15 dicembre

L'AQUILA. Sale la tensione nel capoluogo di fronte a una manovra correttiva, che non fa sconti. Oltre duecento persone hanno partecipato all'assemblea in piazza Duomo di ieri pomeriggio per ribadire la propria indignazione che «rischia di decretare la fine del sistema economico nell'area del cratere». Il testo mostrato dal deputato Giovanni Lolli e indicato come definitivo non contiene indicazioni sulla restituzione di tasse e contributi non versati nel 2009. Ciò vuol dire che dal 1º luglio inizierà per tutti. Una situazione «che sarà insostenibile per molte famiglie aquilane», secondo il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente il quale, partecipando all'assemblea di piazza Duomo, si è detto pronto anche a rimettere l'incarico di vice-commissario. A questo va ad aggiungersi il fatto che non ci sono più soldi per l'emergenza, come dichiarato dallo stesso Cialente. «Abbiamo bisogno di 350 milioni», ha detto, «per dare assistenza alle persone che sono in albergo, a quelli in affitto e a quelli in autonoma sistemazione. Altrimenti, dobbiamo fermare tutto al mese di aprile, anche coi puntellamenti». Perplessità e preoccupazioni arrivano anche dal commissario per l'Emergenza, Gianni Chiodi, ieri a Roma per ribadire che «la proroga della sospensione dei versamenti fiscali, così come configurata non è sufficiente a sostenere le prospettive di rapida ripresa dell'economia aquilana». Chiodi si è confrontato a palazzo Chigi con esponenti tecnici della presidenza del Consiglio, della Protezione civile e del ministero dell'Economia, per discutere sulla vicenda della proroga.
PARLAMENTARI. Chiodi ha riferito che il senatore Filippo Piccone (Pdl) nei prossimi giorni riunirà i parlamentari abruzzesi per concordare insieme le azioni da intraprendere. Pronti a dare battaglia sui banchi di Montecitorio, i deputati Giovanni Lolli (Pd) e Pierluigi Mantini (Udc), entrambi presenti all'assemblea. «Presenteremo emendamenti in parlamento», ha assicurato Mantini, «in ossequio agli elementari principi di solidarietà che tutti dovrebbero sentire propri». Il fatto che la proroga è solo per pochi «rappresenta un'ingiusta discriminazione rispetto al trattamento riservato in passato ai terremotati di altre regioni ed è tanto più grave perché tradisce gli impegni assunti dal governo in una fase di assoluta carenza di risorse per la ricostruzione». Ma qualsiasi emendamento al documento, per cui ieri è stato avviato l'iter in Senato, si scontra con dei problemi aggiuntivi. «A differenza degli altri terremoti», ha spiegato Lolli, «il Governo ha messo a bilancio le nostre tasse e la nostra restituzione, per cui, qualsiasi agevolazione o proroga deve essere finanziata con una copertura adeguata».
IL TESTO. Dal nuovo testo dell'articolo 39 sono stati stralciati tutti i riferimenti alla restituzione. In sostanza, fatta eccezione per i soli imprenditori e lavoratori autonomi con un volume d'affari non superiore ai 200mila euro, dal 1º luglio si dovrà tornare a pagare le tasse. Dalla stessa data tutti i contribuenti, compresi i lavoratori autonomi che benificeranno di un nuovo periodo di sospensione fino al 15 dicembre, dovranno iniziare a restituire la quota del 2009 dei tributi non versati e quella dei primi sei mesi di quest'anno. Il 2009 dovrà essere corrisposto in 60 mensilità, non ci sono invece indicazioni sul 2010 che, salvo modifiche, dovrà essere restituito entro l'anno. Le ipotesi a tal proposito sono due: o una rateizzazione in 6 mesi, da luglio a dicembre, o un conguaglio a fine anno.
GLI EFFETTI. Un provvedimento che rischia di avere delle ripercussioni su tutto il mercato dell'area del cratere. «Questo decreto, così come stato proposto», ha spiegato il tributarista Luigi Fabiani, uno dei promotori della piattaforma cittadina sulle agevolazioni fiscali, «rischia di produrre dei problemi seri in quanto, se è vero che gli autonomi potranno usufruire di una nuova sospensione, il fatto che dipendenti e pensionati torneranno a pagare le tasse, determinerà meno ricchezza a disposizione da spendere e questo rallenterebbe gli acquisti nei negozi, danneggiando gli autonomi stessi. Del resto», ha aggiunto, «la zona franca, così come concepita, rischia di rivelarsi inutile e discriminatoria». Nello specifico, con la restituzione delle tasse, «sulla busta paga del mese corrente», ha valutato Fabiani, «graverebbero le ritenute del mese corrente, più un sessantesimo degli otto mesi di tasse non versati nel 2009 e una quota di quelle da restituire nel 2010».
I PROTESTI. I protesti potrebbero aumentare nei prossimi mesi, secondo quanto denunciato dall'Associazione nazionale antimafia, antiusura, riabilitazione protestati e falliti, ieri all'Aquila per annunciare iniziative congiunte con il Comune dell'Aquila, volte a favorire la ripresa economica. «Alla scadenza del 30 giugno», ha spiegato il presidente dell'Anaarp, Francesco Virgili, affiancato dall'assessore comunale, Marco Fanfani, «con la contemporanea ripartenza dei pagamenti e la messa in scadenza di cambiali ed assegni, la situazione diventerà insostenibile, con conseguenze devastanti».
MOBILITAZIONE. Questo pomeriggio, l'assemblea si riunirà di nuovo in piazza Duomo, per definire le modalità della protesta. Un confronto sul quale è intervenuta anche Stefania Pezzopane. Sembra che l'idea predominante sia quella di organizzare una grande manifestazione in città e non più a Roma, il 19 giugno. Intanto c'è chi si dice pronto a occupare l'autostrada.

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