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Pescara, 26/04/2026
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Data: 02/06/2010
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Berlusconi-Ballarò, telefonata a sorpresa «Sondaggi fasulli. Sono al 62%, inaccettabile sentire in una tv di Stato certe menzogne». E riattacca. E Floris replica: «inaccettabile iniziare un dialogo e buttare giù il telefono» (guarda il video)

MILANO - «I sondaggi apparsi sono fasulli. Ho in mano il sondaggio di Euromedia, in cui il presidente del Consiglio ha il 62% di apprezzamento da parte degli italiani e il mio governo, unico governo che in Europa ha vinto le elezioni del medio termine, è vicino al 50%. Tanto vi dovevo, perché non posso accettare che in una televisione di Stato si dicano queste menzogne». Telefonata a sorpresa di Silvio Berlusconi, martedì sera, nel corso della puntata di Ballarò in diretta su Raitre (ospite in studio il ministro dell'Economia Giulio Tremonti). Il premier ha chiamato per «correggere» i sondaggi mandati in onda durante il talk show e, subito dopo i suo intervento, ha interrotto il collegamento telefonico. Il conduttore della trasmissione, Giovanni Floris, ha «ripreso» il capo del governo: «Ciò che veramente è inaccettabile in una televisione di Stato è che si inizi un dialogo ma poi si insulti e si butti giù il telefono prima che arrivi la risposta» ha sbottato. Immediate le proteste di Pd e Idv. «La tv pubblica non è la casa di Berlusconi» ha detto Vincenzo Vita, senatore democratico della commissione vigilanza Rai. «Il premier fa un uso criminogeno del mezzo pubblico» ha aggiunto il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando.

REPLICA SULL'EVASIONE - La telefonata di Berlusconi è arrivata dopo l'intervento del vicedirettore di Repubblica, Massimo Giannini. «Vorrei dire - ha spiegato il Cavaliere - che Giannini ha mentito spudoratamente: da parte mia non c'è mai stato un sostegno all'evasione fiscale». Il presidente del Consiglio ha voluto replicare così al numero due di Repubblica che poco prima aveva sostenuto che Berlusconi ha sempre «incentivato», o per lo meno giustificato, l'evasione fiscale. «Sono il primo contribuente d'Italia - ha scandito il capo del governo -. Il mio esecutivo ha aumentato gli introiti provenienti dall'evasione fiscale come il ministro Tremonti ha ricordato. Sono cresciuti di più, e questo decreto darà un altro colpo. Quindi - ha concluso il premier senza attendere la risposta e riattaccando il telefono - è menzogna assoluta dire, come è stato fatto, che io avrei in qualche modo giustificato e sostenuto l'evasione fiscale». Sia Giannini sia il presidente della Ipsos, Nando Pagnoncelli, hanno replicato alla «incursione» di Berlsuconi. «Mi spiace di non avere qui i lanci di agenzia per citare alla lettera le parole di Berlusconi sull'evasione» ha detto Giannini. «Rispetto il presidente del Consiglio, ma chiedo lo stesso rispetto per Ipsos, che è un istituto privato, e per chi ci lavora e lo fa seriamente» ha invece affermato Pagnoncelli. «Non è accettabile che un presidente del Consiglio o un ministro gettino discredito sul lavoro altrui in questo modo».

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