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Pescara, 26/04/2026
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Data: 02/06/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il Pdl contro Chiodi: ritiri la legge-pirata. Approvata la risoluzione. Giuliante, il gruppo è con lui. E (forse) anche Piccone

L'AQUILA - Sono soddisfazioni arrivare in consiglio regionale e scoprire che il gruppo, quello dal quale si è smarcato soltanto poche ore prima per poterle cantare a Chiodi in totale libertà è tutto con lui. Che non ha nessuna intenzione di chiedere la sua testa, che addirittura firma e vota insieme a lui la risoluzione che mette il presidente e il suo fedele assessore Carlo Masci con le spalle al muro perchè si sa, le bugie hanno le gambe corte. E' il giorno dopo l'outing per Gianfranco Giuliante, il capogruppo Pdl che ha scritto a Chiodi per avvertirlo che adesso basta che adesso parla lui, che le sveltine non intende più sopportarle, che vuole essere libero di dire quello che vuole e per questo se ritiene, il presidente, è libero di chiedere le sue dimissioni. Un successone: il capogruppo dal canto libero si muove sul palcoscenico aquilano raccogliendo plauso e incoraggiamenti, lascia a casa gli occhiali bianchi e inforca quelli rossi, segno di uno stato d'animo e forse di una nuova grinta politica. Che culmina poco dopo proprio con un voto in tandem con Camillo D'Alessandro, capogruppo del Pd. Parlottano tutto il tempo, si sospetta una specie di nuovo asse politico, «no, di un nuovo asse attrezzato» scherzano i due, «ma senza pedaggio però». Il pedaggio e pure tosto lo pagherà Gianni Chiodi al suo ritorno da Roma, costretto dalla maggioranza a rimangiarsi la delibera-pirata, quella che dirotta i soldi degli aquilani a circoli e circoletti. La risoluzione viene messa ai voti a fine serata, e solo Febbo e Castiglione dicono no, mentre Masci opportunamente infila la porta. Ma è uno spettacolo indegno, o triste come lo definisce il presidente del consiglio Nazario Pagano quando il question time viene sospeso perchè mancano gli assessori che dovrebbero rispondere. Semideserto il consiglio lo è di prima mattina, all'avvio dei lavori perchè manca mezza giunta e mezza maggioranza. Il bilancio alla fine è magro, magrissimo: una sola proposta di legge approvata poi la risoluzione contro la legge-pirata punto e basta. Il resto chiacchiere, schermaglie, perdita di tempo, struscio intenso nei corridoi dove rimbalzano le notizie sulle nomine delle strutture per la ricostruzione, «nomine che gridano vendetta» sibila Giuliante. L'ultima è quella di un ragazzo di 24 anni teramano, figlio di un collaboratore del presidente secondo il tam-tam incrociato di maggioranza e opposizione.
Le gatte da pelare quindi vengono opportunamente rinviate. Come la legge sui casotti, battezzata così dal dipietrista Cesare D'Alessandro, cinque concessioni balneari per il Comune di Martinsicuro per favorire qualche amico secondo il Pd. La legge viene difesa dal vicecapogruppo Pdl Di Matteo, un regalo da evitare invece per Pd e Idv. Per il rinvio votano in tandem Giuliante e D'Alessandro ma sono i soli, alla fine la mancanza del numero legale costringe il Pdl ad alzare le mani. In aula va in onda uno scontro violento tra Venturoni e Camillo D'Alessandro sul piano operativo della sanità, 930 posti da tagliare nel pubblico. Fuori dall'aula la riunione dei capigruppo convocata da Pagano per discutere sui tagli alle indennità. Ma anche questo è un terreno di scontro feroce perchè il Pdl non accetta che Pagano su quella legge ci incolli il copyright e passi così alla storia e loro i discoli. E proprio mentre sono ancora tutti chiusi nella stanza a litigare e Pagano fa la voce grossa che arriva una ponderatissima nota del coordinatore Filippo Piccone sul caso Giuliante:«All'ultimo coordinamento regionale del Pdl abbiamo concordato unanimemente la linea politica di non tenere posizioni pubbliche, per questo ritengo doveroso evitare esternazioni che possano danneggiare anche i presupposti di un ragionevole confronto. Ben venga la critica costruttiva finalizzata a creare le basi politiche per correggere o ricevere proposte - aggiunge Piccone - ma il tutto deve essere fatto all'interno degli organismi politici deputati a tal proposito. Ci sono temi regionali sollevati da qualche nostro esponente che meritano a mio avviso sia maggiore comprensione sia completa comunicazione». Comunque, aggiunge Piccone, il partito «ritiene doveroso continuare a lavorare affinché non ci siano incomprensioni raccogliendo e sintetizzando le varie istanze». Un colpo al cerchio e uno alla botte: Piccone fa contento Chiodi col richiamo al silenzio, ma spalanca la porta a Giuliante: i temi sollevati dal capogruppo «meritano maggiore comprensione e completa comunicazione». Potrebbe voler dire che il capogruppo ha fatto bene a smascherare Chiodi e a gridarlo ai quattro venti.

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