Le critiche più dure alla manovra arrivano dal segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani. "Dalla Relazione di Mario Draghi - ha detto ieri Bersani - sono venute parole preoccupate e veritiere sulla situazione italiana. È un terreno ben più alto di quello che ci propone la manovra che, al di là della sua inevitabilità, emerge dalla Relazione come contraria alla ripresa, inconsistente dal lato delle riforme e aleatoria dal punto di vista delle prospettive di controllo della spesa". Bersani aveva già attaccato la Finanziaria nei giorni passati quando era solo una bozza: "La manovra correttiva del governo Berlusconi "è il frutto amaro e ingiusto di due anni di bugie e menzogne e di una politica economica dissennata", aveva detto ai microfoni di SkyTg24.
Va all'attacco anche l'Italia dei Valori, che continua a ritenere "inutile e dannosa" la manovra, nonché "insufficiente, perché non rilancia in maniera strutturale l'economia del Paese", come ha dichiarato a Napoli il leader del partito Antonio Di Pietro. Che ha aggiunto: "La manovra non fa niente per l'occupazione e il lavoro, a pagare è la parte debole del Paese, gli istituti di ricerca e soprattutto il Sud". Quanto agli enti culturali inclusi nella lista di tagli, Silvana Mura dell'Idv dichiara: "Se il ministro della Cultura Sandro Bondi, che è anche uno dei tre coordinatori nazionali del Pdl, lamenta di essere stato completamente esautorato sul taglio agli enti culturali, allora per coerenza dovrebbe dimettersi dal governo".
Proteste anche dalla Cgil-medici a causa dello stop al rinnovo delle convenzioni della medicina generale, della specialistica ambulatoriale e della pediatria per il triennio 2010 e 2012 che, a quanto si apprende, è previsto nella manovra. Il 12 giugno i medici dipendenti, precari e convenzionati scenderanno in piazza assieme alla Cgil: "Il rinnovo della convenzione - precisa il sindacato - doveva servire a cambiare l'organizzazione dei servizi, i compiti e le funzioni dei 90 mila medici interessati, adeguando l'assistenza territoriale ai nuovi bisogni sanitari dei cittadini". Invece, "ecco giungere la falce governativa che rade al suolo ogni velleità di cambiamento al posto di riforme, innovazione, adeguamento dei servizi, razionalizzazione e sviluppo". I sindacalisti aggiungono: "Se a questo aggiungiamo il taglio dei servizi sociali per la drastica riduzione delle risorse per gli enti locali e il razionamento dei medici dipendenti per il blocco del turn-over e il dimezzamento del precariato possiamo affermare che questa manovra soffoca la sanità pubblica".