AVEZZANO - Con il prossimo orario ferroviario, che non si capisce se dal prossimo 13 giugno o a dicembre, sulla linea ferroviaria Avezzano - Roma, il servizio per i pendolari marsicani, verrà "assottigliato": verranno tolti quattro treni, due Avezzano-Roma Tiburtina e altrettanti di ritorno. Tale ipotesi, che ormai sembra certezza, ha messo in allarme i pendolari marsicani che ci hanno inviato una accorata lettera di protesta. «Gira voce tra noi pendolari marsicani, si legge nella nota, che Trenitalia abbia intenzione (come tra l'altro già espresso "fortemente" dal suo capo Moretti), di ridimensionare notevolmente il numero dei nostri treni; per la precisione, la mattina, il 24005, in partenza da Avezzano alle 4,57, verrebbe sostituito con autobus ed il 24007 delle 5,21, addirittura soppresso. Di conseguenza la sera, di ritorno dalla Capitale, il 24064 in partenza da Tiburtina alle 19,44 ed il 24070 alle 20,40, uno sarà sostituito da bus e l'altro soppresso». In questo modo, dicono i pendolari, «sembra che il nostro lavoro, avrà in futuro delle serie ripercussioni, per colpa di questi annunciati tagli, poiché, il primo treno utile (sulle rotaie e non bus), arriverà a Roma alle otto circa e poi, chi dovrà ancora affrontare il viaggio con la metro o altri mezzi per andare a lavorare, dovrà arrangiarsi: ciò avviene anche adesso, ma comunque il tempo di arrivare alle otto in ufficio c'è, mentre in futuro non più».
Tutto questo, dicono i pendolari, «a chi giova? Quanto costa a Trenitalia sostituire un treno con il bus? Ma nei mesi invernali con il ghiaccio e la neve, come si viaggerà? Che condizioni di sicurezza avremo? Alcune settimane fa ci fu la sacrosanta presa di posizione dell'assessore regionale ai Trasporti Giandonato Morra, che ci appoggiò nel contestare la dichiarazione di Moretti circa i tagli della Pescara-Avezzano-Roma; ora perché si continua a parlare di tagli e ridimensionamenti sempre di questa linea? La nostra Marsica la stanno tagliando a fettine e chi ha ancora la fortuna di avere un modesto posto di lavoro, in questo modo rischia di perderlo. Ma questi signori, sanno cosa vuol dire avere un posto di lavoro al tempo di oggi, anche lontano da casa? Lo sanno che nelle nostre zone il lavoro non c'è, e bisogna andare a cercarselo altrove? Evidentemente no e a loro non importa nulla. Siamo stufi di essere presi in giro e, diciamo ai politici, di qualunque colore, che la nostra pazienza ha un limite».