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Pescara, 26/04/2026
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Data: 03/06/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Alta tensione nel Pdl, pressing su Piccone. Il coordinatore costretto a precisare: «Giuliante, esternazioni inopportune»

PESCARA - Alta tensione nel Pdl. Una giornata frenetica, di contatti mediazioni telefonate e incontri dopo l'outing di Gianfranco Giuliante. Il capogruppo incassa strette di mano e incoraggiamenti, «mò ti riconosciamo» gli dicono i sostenitori che mai si erano rassegnati al silenzio d'ordinanza dell'ex aennino che sfidò il coordinatore del partito chiamandolo Bokassa, e che fa adesso si mette paura di Chiodi? Manco per niente: Giuliante attacca a testa bassa il governatore e in consiglio regionale fa la prima uscita da capogruppo-oppositore, per il Pdl è un colpo basso, l'assaggio di quello che succederà. Ma se lui riceve sms e telefonate di evviva, il presidente della Regione accusa il colpo e non sta zitto, proprio per niente. Non gli è piaciuta la nota del coordinatore, una rampogna a metà che lascia aperta una porta al capogruppo ribelle. «Ci sono temi regionali sollevati da qualche nostro esponente che meritano a mio avviso sia maggiore comprensione sia completa comunicazione», è questo il passaggio della discordia, quello che fa infuriare Gianni Chiodi e che lo porta a fare pressing sul senatore marsicano. Alla fine Piccone è costretto seppure a malincuore a metterci riparo e ieri in tarda serata sforna una nuova nota, plasmata più a misura di Chiodi. Lo fa dopo un'altalena di dubbi, prima la faccio poi non la faccio: nella in-decisione pesa il timore che Giuliante che è uno che non le manda a dire (gli echi del Bokassa sono ancora freschi) possa alzare ancora di più la voce, il tono dello scontro, scoprire nuovi altarini semmai ce ne fossero, ma anche la consapevolezza che i consiglieri regionali sono tutti o quasi tutti schierati con Giuliante. Ma Chiodi insiste e alle otto di sera Piccone chiarisce: «Come ribadito più volte è da biasimare la trasposizione del dibattito interno del Pdl e della maggioranza consiliare sui mezzi d'informazione, nel caso specifico ritengo inopportune le esternazioni di Gianfranco Giuliante soprattutto nella sua veste di capogruppo regionale ma anche di alcuni consiglieri regionali sui costi della politica. Nel merito delle questioni sollevate,- aggiunge Piccone- se è pur vero che possono essersi create delle frizioni esse però sono normale dialettica interna che nelle prossime ore andremo doverosamente ad esaminare nei nostri organismi. Voglio però dire con chiarezza che da un lato nessuna azione volta a distogliere i fondi del terremoto è stata mai compiuta in quanto l'impegno costante del PdL è volto a tutelare L'Aquila. Invece, sui cosiddetti costi della politica, si tratta di un tema inserito nel programma elettorale che andrà velocemente affrontato. Ciò detto - conclude Piccone - mi pare chiaro il mio incondizionato sostegno all'azione del Presidente Chiodi della sua giunta e della sua maggioranza». Sostegno a Chiodi, biasimo per chi parla con i giornali, e soprattutto c'è un'altra novità rispetto alla nota numero uno: nel nuovo comunicato Piccone fa a chiare lettere il nome di Gianfranco Giuliante, le sue esternazioni dice il coordinatore, «sono inopportune». Paletti necessari per difendere l'orgoglio del presidente della Regione. Ma che sia una nota ad uso e consumo del governatore appare chiaro in un passaggio: il sostegno a Chiodi viene preceduto da un «...mi pare chiaro», messaggio diretto a chi evidentemente non era stato chiaro.
In realtà nella mattinata di ieri c'era stata una telefonata tra Giuliante e Piccone e la promessa di un incontro che poi da ieri è stato spostato ad oggi, all'ora di pranzo. I due vecchi nemici non rinunciano al faticoso equilibrio ritrovato dopo la litigata sul capoluogo da spostare a Pescara, anche perchè i vertici romani del Pdl nonostante le gatte giudiziarie da pelare, non stanno a guardare. Lo stesso Matteoli ha letto sulle agenzie dell'outing di Giuliante e non ha avuto niente da ridire. P

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